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8 settembre 2009 by

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Salpa la Nave della Transizione (nel vicentino)

18 settembre 2014 by

nave-transizione-def-copy Domenica 28 settembre a Santorso (VI) salperà la Nave della Transizione. La nave che usa le tempeste della crisi per spingersi verso un futuro più prospero, fatto di persone consapevoli e comunità attive.

Di cosa si tratta?

L’idea è quella di coinvolgere tutte le persone che in un modo o nell’altro stanno da tempo girando attorno all’idea della transizione, sono curiose ma non hanno mai avuto il coraggio di provarci, o non hanno mai trovato l’occasione giusta per farlo.Sarà un momento quindi per conoscere e conoscersi, scoprire in maniera divertente cosa si cela dietro a questo meraviglioso esperimento sociale, creare rete e festeggiare.

Al termine dell’evento ogni partecipante potrà decidere se far parte della ciurma o meno. Ci saranno diverse ciurme, che cominceranno a incontrarsi nelle settimane successive per approfondire per bene i temi della transizione.

In realtà, ma non ditelo a nessuno, si tratta del percorso di Condivisione e Approfondimento del Manuale della Transizione, detto anche CEAT (qui un esperienza dei nostri cugini bolognesi): al termine avremo tutti ben chiaro quello che sta succedendo alla nostra povera economia, società e ambiente e disporremo di nuovi strumenti utili per non perdere la rotta in questa burrasca.

Non occorre essere di Santorso per far parte della ciurma: ci sono già diversi paesi vicini pronti a salpare insieme a noi (Thiene, Schio,Vicenza, Padova, e molti altri), magari tra questi c’è anche il vostro!

Durante la navigazione, inoltre, le ciurme potranno incontrarsi insieme per riposare in qualche isolotto, dove troveranno proiezioni di film, conferenze e, se sapranno dimostrare il loro valore, un bell’Open Space per mettere alla prova la loro abilità di marinai.

Siete pronti?

Per informazioni: qui.

Copenaghen: come decidiamo?

15 settembre 2014 by

Copenaghen

Ecco a voi il “branco transizionista” che si è riunito la scorsa settimana a Copenaghen per il meeting degli Hub nazionali. C’erano presenze da 19 nazioni differenti includendo USA, Brasile e Mexico e sono stati 4 giorni di lavoro intensissimo su molti temi chiave di comune interesse. Il primo meeting di questo tipo si era svolto lo scorso anno a Lione.

Ci eravamo fatti molte domande su come dovrebbe e potrebbe funzionare un’organizzazione mondiale che non vuole usare “le regole del sistema” e vuole proteggersi dalle più comuni derive che si possono osservare in molti movimenti, istituzioni e enti transnazionali.

Le risposte necessarie non sono banali e hanno ricadute piuttosto importanti, soprattutto perché sono risposte che possono essere applicate, come nei sistemi frattali, a tutti i livelli di scala: globale, nazionale, locale, famigliare… La bella notizia è che a distanza di un anno da quando abbiamo cominciato a ragionarci si cominciano a vedere risultati incoraggianti.

COME DECIDIAMO?

Una delle consapevolezze piuttosto forti che si è sviluppata all’interno del mondo della transizione è quella che i meccanismi democratici attualmente in uso, in particolare quelli della democrazia rappresentativa, non siano un buon modo per perdere le decisioni, costruire relazioni, regolare attività, ecc. Nel movimento di Transizione generalmente nessuno è chiamato a rappresentare altri, o decide per altri, soprattutto se si tratta di decisioni importanti e davvero rilevanti.

Servono quindi altre modalità che portino comunque a decidere collettivamente cosa fare e come comportarsi. Serve un COME diverso da quello a cui siamo abituati, con la semplice convinzione che un altro COME produce poi anche altri COSA: se scegliamo in modo diverso, finiremo anche per fare cose diverse da quelle che il sistema generalmente produce. Così nel corso dell’anno che è passato dal meeting di Lione, un folto gruppo di lavoro ha elaborato una metodologia ispirata alla Sociocrazia e al Metodo del Consenso, che ci consenta di prendere decisioni senza ricorrere ai modelli prettamente rappresentativi.

Il metodo è stato sperimentato su temi reali nei mesi passati, ad esempio per scegliere il membro di nomina internazionale da collocare nel board del Transition Network. Così, quando ci siamo ritrovati quest’anno, eravamo dotati di uno strumento abbastanza completo da usare ogni qual volta ci fosse qualcosa da decidere.

Come tutti gli strumenti sviluppati nel contesto della Transizione, non può essere considerato definitivo e sarà sottoposto a continue trasformazioni e miglioramenti ogni qual volta ci si renda conto che sono necessari. Per il momento però sembra funzionare abbastanza bene.

PROVIAMO A USARLO SEMPRE?

Il tutto potrebbe forse sembrarvi un po’ astratto e lontano, ma la proposta potrebbe essere anche: perché non provare a usarlo in tutti i contesti di lavoro di gruppo o di comunità in cui siamo coinvolti?

Per farvi un’idea di come funziona potete scaricare questo schema semplificato (in italiano, in inglese qui) e nei prossimi giorni farò un post specifico per spiegare meglio come funziona. In realtà è una procedura semplice il cui risultato produce però effetti molto diversi da quelli di una “votazione” tradizionale. Una di quelle piccole cose che, se vogliamo vedere succedere cambiamenti nel mondo, potrebbe fare una differenza non irrilevante.

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ORA ABBIAMO IL COME, MA ABBIAMO ANCHE UN CHI?

Bene, ammettendo che questa variante della metodologia del consenso vi piaccia (o ci piaccia), ora abbiamo un simpatico strumento per prendere decisioni. Rimane comunque un problema: chi dovrebbe perdere queste decisioni, soprattutto se influenzano non solo chi decide, ma anche altri?

In effetti questo è un altro grande tema che si è discusso molto intensamente a Copenaghen. Ancora una volta è una questione di scala mondiale che può essere ricollocata in ogni dimensione relazionale e ad ogni livello. Tutti i nostri sistemi organizzativi, le nostre istituzioni, i governi, le imprese, tutti hanno un modo per selezionare “chi” prende le decisioni (indipendentemente da come queste vengano prese).

Nel contesto del meeting degli hub questo problema prende forma nella domanda “Ma cos’è un hub?”. Come facciamo a definirlo, come facciamo a sapere che un certo gruppo di persone, per esempio i soci di Transition Italia, sono l’hub italiano? Ma chi l’ha detto? Che legittimità hanno?

In effetti, non ci è bastato un anno, da Lione ad oggi, per trovare una soluzione “elegante” a questo problema. Siamo arrivati a Copenaghen con una bella pila di tentativi falliti e una certa apprensione.

Transition sta raggiungendo dimensioni che sono difficili da gestire solamente attraverso le relazioni di fiducia interpersonali, serve qualcosa di più, senza che questo “più” diventi “troppo”. Però mai sottovalutare il potere di problem solving dell’intelligenza collettiva, direi che anche su questo versante siamo a una bella svolta, ve la racconto nel prossimo post.

Corso Permatransition, ultima chiamata, si comincia!

14 settembre 2014 by

albero permacultura

Miei cari, il prossimo fine settimana, 20 – 21 Settembre, comincia il corso Permatransition a Monteveglio. Permacultura e Transizione insieme, quest’anno in una nuova veste, con più docenti e più informazioni. Spazieremo dall’orto alla casa, dal nostro mondo interiore alla comunità, concentrandoci molto sulla progettazione. Per chi volesse l’attestato del corso di 72 ore di Permacultura il prossimo fine settimana è obbligatorio, per tutti gli altri il corso è sempre aperto, basta scrivermi per avere le informazioni e iscriversi ai singoli fine settimana.

a presto Davide davboch@hotmail.com

Salute & transizione

11 settembre 2014 by

Quali sono le ripercussioni della crisi climatica, economica ed energetica sul sistema sanitario?

Come potremmo immaginare un settore sanitario rilocalizzato e resiliente?

Ne parleremo insieme a Palermo, il 20 settembre, durante un evento dal titolo “Vivere nelle Soluzioni“, organizzato in occasione della settimana dello Shiatsu.

Il tema “salute” attraversa le iniziative di Transizione in maniera trasversale — parliamo di sana alimentazione, di aumentare l’attività fisica (leggi: orti, orti, orti), cerchiamo di prenderci cura gli uni degli altri e di lavorare sul cambiamento interiore, tutte operazioni che riducono lo stress e ci migliorano la vita. Ma cosa succede quando la transizione incontra il sistema sanitario, e cosa ne pensano del cambiamento in atto coloro che ci lavorano?

Leggi il seguito di questo post »

Gas serra sempre in aumento e acidificazione degli oceani

11 settembre 2014 by

Nonostante la crisi economica, che ha fatto diminuire i consumi energetici, i dati su i gas serra sono sempre più allarmanti. Innumerevoli sono ormai i danni dovuti direttamente o indirettamente ai cambiamenti climatici che incidono sull’agricoltura, la salute, la distruzione delle coste, gli eventi meteorologici ad alta energia. L’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) è un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite. E ‘voce autorevole del sistema delle Nazioni Unite sullo stato e il comportamento dell’atmosfera terrestre, la sua interazione con gli oceani, il clima che produce e la conseguente distribuzione delle risorse idriche. Nel suo ultimo bollettino (No. 10 | 9 September 2014) ci sono i dati che provano l’aumento dei gas serra in atmosfera.

Militare americano sopra New Orleans dopo l'uragano Katrina

Militare americano sopra New Orleans dopo l’uragano Katrina

“Sappiamo senza alcun dubbio che il nostro clima sta cambiando e che i fenomeni meteorologici stanno diventando sempre più estremi a causa di attività umane come l’uso di combustibili fossili. Abbiamo la conoscenza e gli strumenti per tentare di contenere l’aumento della temperatura all’interno dei 2 °C per dare al nostro pianeta una possibilità e dare ai nostri figli e nipoti un futuro. Professare ignoranza non può continuare a essere una scusa per non agire”, avverte il segretario generale Michel Jarraud.

Ma non è solo il cielo a preoccupare la WMO: i meteorologi puntano i riflettori su un altro effetto dell’aumento delle emissioni che rischia di innescare un effetto a catena, facendo aumentare ulteriormente la concentrazione di gas serra in atmosfera:l’acidificazione degli oceani. Oltre agli impatti sugli ecosistemi marini, il fatto che gli oceani diventino più acidi diminuisce la loro capacità di assorbire la CO2 in atmosfera e il tasso a cui l’acidità degli oceani sta aumentando, si rileva, non è mai stato tanto alto da 300 milioni di anni. Leggi il seguito di questo post »

Esperimento alla Ricavata

10 settembre 2014 by

Salve a tutt*.

al Mulino della Ricavata, ad Urbania, stiamo provando uno strano esperimento: il 27 e 28 settembre ci sarà un Corso di Orto Naturale in Permacultura con Francesco Quondam dell’Accademia Italiana di Permacultura. Siccome parlare solo di orto non ci piaceva, non ci sembrava completo, abbiamo provato a inserire una breve presentazione sugli scenari. E’ un po’ come se facessimo un talk (rivisto ed adattato) prima di imparare a progettare un orto secondo i principi della Permacultura.

E’ un tentativo, anche, di mettere insieme Permacultura e pensiero sistemico (che poi sono due approcci diversi, ma che approdano a risultati molto simili). Riuscirà? E’ presto per dirlo, ma magari ne esce fuori qualche feedback interessante. Intanto, aiutateci a far partire il corso. Se siete da queste parti (provincia di Pesaro-Urbino), diffondete la voce. Grazie.

Non c’è locandina di questo evento, solo un documento di presentazione che trovate qui.

Mulino della Ricavata

Conferme su limiti e traiettorie

6 settembre 2014 by

collasso-globale-imminente

Mentre siamo tutti in partenza per il meeting degli hub della Transizione, che quest’anno è a Copenaghen, vi lascio in compagnia di una riflessione di Dario Faccini (ASPO Italia) che scorre un recente articolo di Garaham Turner.

Si tratta dell’ennesima rivisitazione delle analisi che prendono origine dallo studio sui Limiti dello Sviluppo (il link è alla versione italiana più recente), il simpatico titolo è “Is global collapse imminent?” (Un collasso globale è imminente?) ed è pubblicato nella serie degli articoli di ricerca del Melbourne Sustainable Society Insitute.

Ogni volta che qualcuno riprende in mano il tema finisce per confermare gli scenari e le dinamiche che già nel ’72 erano state individuate dal gruppo del MIT guidato da Meadows (a chi non avesse molta dimestichezza con questi argomenti consiglio caldissimamente il documentario “Ultima Chiamata” – direi indispensabile per i facilitatori).

Dario fa una rapida e lineare recensione in italiano (gioiscano gli allergici all’inglese) che potete leggere in pdf o anche su Risorse Globali di ASPO. Buona lettura…


Traduzione in italiano dell’articolo del Guardian citato da Dario qui.

Autonomia energetica, autosufficienza alimentare e libertà di pensiero

5 settembre 2014 by

Ciò che ha valore tecnico ha sempre anche un valore etico. Durante i primi corsi sul picco del petrolio e le fonti di energia rinnovabile, realizzati negli anni ’90 ricordavamo sempre una delle massime che ci ha insegnato Enrico Turrini (La Via del Sole): “prima di scegliere la fonte di energia da utilizzare devi decidere quale società vuoi in futuro”.

In questo senso è necessario sviluppare e sostenere strumenti collettivi che ci permettano di costruire sistemi energetici resilienti e locali, oltre che rinnovabili. In Italia lo sviluppo delle energie rinnovabili ha un discreto successo, ad esempio il solo fotovoltaico produrrà quest’anno in Italia circa 23 TWh di energia elettrica (quanto consumano circa 7 milioni di famiglie). Ma il valore che diamo a questa tecnologia non può essere solo di tipo tecnico. Un MW di impianto fotovoltaico realizzato sul terreno agricolo con fondi e procedure dubbie, vedere i casi di infiltrazione mafiosa in alcuni progetti, non può essere da noi paragonato a un MW realizzato sui tetti delle case dei cittadini italiani con fondi propri e leciti oppure ad un impianto realizzato su di un capannone con fondi di una cooperativa solare. Con mezzi diversi si raggiungono obiettivi diversi.

Irrigazione solare a Cuba (ARCS)

Irrigazione solare a Cuba (ARCS)

 

Per dare un senso pratico al nostro lavoro sulla decrescita energetica, iniziamo a conoscere alcune esperienze concrete. Questa volta lascio parlare un amico esperto di energie rinnovabili: Leonardo Berlen, responsabile della redazione e del coordinamento di QualEnergia.it.

Chi vuole far parte del gruppo “Decrescita Energetica” formatosi durante l’ultima, per ora unica, mitica “Transition Fest” può scriverci (reseda@resedaweb.org).

 

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Vivere Sostenibile n. 9: Speciale SANO, ETICO e SOSTENIBILE!

4 settembre 2014 by

Massimo Giorgini:

E’ uscito il nuovo numero di Vivere Sostenibile con articoli su transizione e resilienza .

Originally posted on Vivere Sostenibile:

VIVERE_SOSTENIBILE_Sett2014A settembre si riprende alla grande, più ricchi di pagine (siamo a 32!), di argomenti, di luoghi e modi da raccontare, facendo attenzione a come le cose si fanno, a chi tra noi le fa con amore, competenza e dedizione, per scegliere di Essere il Cambiamento che vogliamo vedere nel mondo! Moltissimi articoli sulla scelta di vita Veg: dai racconti di chi la vive, alle ricette che tutti possono provare, alla moda davvero senza crudeltà. E poi Agriturismi bio del nostro territorio, consigli per Orti e Giardini, Eco abitare e Bambino Naturale, riflessioni su Transizione e Resilienza, Economia solidale e Benessere Corpo & Mente.

Saranno tantissimi gli Eventi sostenibili che caratterizzerano settembre:

Vi aspettiamo dal 6 al 9 settembre al SANA, Bologna Fiere, all’interno del VeganFest, pad. 34 sotto il palco.

cartinaSanaVeganFestVS

mappa_veganfest_VSE non solo! Vivere Sostenibile sarà presente in moltissimi degli eventi che animeranno Bologna dal 6 al 14 settembre…

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Transition Talk alla Biofera di Canzo (CO)

2 settembre 2014 by

Sabato 13 settembre alle 15.30 mi troverete a Canzo (CO) per un Transition Talk durante la ventisettesima edizione della Biofera, che da venerdì 12 a domenica 14 presenta una ricca proposta di laboratori, conferenze ed eventi.

Trovate il programma completo sul sito www.biofera.org.

Un’ottima occasione per sentire parlare di Transizione e molti altri argomenti interessanti, e magari anche per fare quattro chiacchiere di persona!

La Biofera di Canzo..

 

 


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