Archive for the ‘Storie’ Category

Raphael Fellmer da Biella a Santorso … in transizione

19 marzo 2015

Ecco un piccolo tour di Raphael Fellmer che abbiamo organizzato all’interno delle iniziative Biellese in Transizione e Santorso in Transizione che spazierà dal nordovest al nordest della nostra penisola.

Raphael viene da Berlino e da 5 anni vive senza soldi. Ma non sta con le mani in mano, anzi, ha lavorato duro per mettere su un progetto di foodsharing che mira a recuperare e distribuire i cibi (spesso anche in ottimo stato) che vengono in genere buttati via. E ha tanti altri progetti a cui si sta dedicando ….

In entrambe le iniziative di transizione abbiamo avviato un percorso di Ri-Economy sui nostri territori e quindi ben vengano anche delle riflessioni radicali sul tema denaro ed economia del dono. Non sarà probabilmente l’unica via o soluzione nelle nostre molteplici strade e approcci, ma questi stimoli che arrivano da un ragazzo giovane ed energetico ci sembra valga proprio la pena ascoltarli.

Per saperne di più su Raphael guardatevi questo video di Pif su Mtv:

Segnatevi queste due date:

domenica 19 aprile ore 16.30 a Biella

Per info andate qui e per partecipare segnalatelo sull’evento FB

mercoledì 22 aprile ore 20.30 a Santorso (VI)

Per info andate qui e per partecipare segnalatelo sull’evento FB 

Passate parola, grazie!

Il documentario va in tour (col vostro aiuto)

12 novembre 2014

Il documentario “RICREAZIONE”,  che racconta le storie della Transizione in Italia è pronto a farsi vedere in giro!

Qui c’è il trailer:

Per organizzare una proiezione nella vostra città/quartiere/iniziativa, mettetevi in contatto con Giulia, Carlotta e Simona: trovate le loro mail sulla pagina “chi siamo” del sito dedicato al loro lavoro:  http://www.viaggionellatransizione.com/

 

Ci serve la crescita economica?

17 ottobre 2014

Salve a tutt*,

ho pensato che l’articolo suggerito da Cristiano nel suo ultimo post, dove presentava la locandina dell’evento bolognese di mercoledì 29, valesse la pena di essere tradotto, quindi eccolo qui.

Ci vediamo a Bologna?

Buona lettura.


Osiamo mettere in discussione la crescita economica?

Da “The Guardian”. Traduzione di MR

Ci hanno venduto in maniera molto efficace la storia che la crescita infinita sia essenziale per mantenere e migliorare la nostra qualità della vita. Ma questo non potrebbe essere più lontano dalla realtà.

Di Warwik Smith



Il pianeta ha risorse finite. Foto:Reid Wiseman/NASA/Rex/Reid Wiseman/NASA/Rex

Il perseguimento infinito della crescita economica ci sta rendendo infelici e rischia di distruggere la capacità della Terra di sostenerci. La buona notizia è che muoversi per rendere le nostre vite più sostenibili ci renderà anche più felici e sani. Vi piacerebbe un fine settimana di quattro giorni, ogni settimana?

Sono stato a due conferenze con premesse di base analoghe, nell’ultimo anno. La prima è stata all’Università Nazionale Australiana sull’economia ecologica e la seconda, appena la scorsa settimana, è stata sull’economia di stato stazionario all’Università del Nuovo Galles del Sud. La premessa dietro ad entrambe le conferenze è semplicemente ed innegabilmente vera, tuttavia è così destabilizzante da essere fondamentale per il nostro attuale stile di vita:
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Terracini: la Transizione “dentro” l’Università

11 ottobre 2014

Alessandra&Rob

In via Terracini, a Bologna, c’è un distaccamento dell’Università, il Dipartimento di Ingegneria denominato DICAM, una specie di piccolo “villaggio” immerso in una zona artigianale periferica, qualche nuovo condominio di fronte… un quartiere di servizio tra ospedale e aeroporto, niente di speciale.

È qui che le “ragazze” (sì direi che sono state delle donne a far partire questa cosa) di Ingegneria Ambientale hanno voluto far nascere una vera e propria Iniziativa di Transizione interna alla comunità universitaria che ogni giorno si ritrova in quegli edifici.

Nella foto vedete Alessandra Bonoli (con Francesca Cappellaro sono le ispiratrici di questo percorso) che incontra Rob a Milano durante il meeting sulle “Comunità Resilienti” della Fondazione Cariplo. È in quella occasione che si è cominciato a parlare di invitarlo a Bologna.

Ho provato a fare qualche domanda ad Alessandra per capire come sta vivendo questo esperimento in corso cominciando da “cos’è esattamente Terracini in Transizione”:

Si tratta di un percorso che vede il coinvolgimento di ricercatori, docenti, personale tecnico, amministrativo e studenti che si pone lʼobiettivo di trasformare la Scuola di Ingegneria e Architettura in un living-lab della sostenibilità.

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Il decimo passo: onorare gli anziani.

6 giugno 2014

Dai 12 passi

#10. Onorate gli anziani della comunità

“Per quelli di noi nati negli anni ’60 quando il petrolio era a buon mercato, è difficile prefigurarsi una vita con meno petrolio. Ogni anno della nostra vita (eccetto la crisi petrolifera degli anni ’70) è stato caratterizzato da più energia degli anni precedenti.

Al fine di ricostruire quel quadro di una società a bassa energia, dobbiamo confrontarci con chi direttamente ricorda la transizione verso l’era del petrolio a basso costo, specialmente il periodo tra il 1930 e il 1960.

Mentre chiaramente volete evitare alcun senso di ritorno a un fioco, lontano passato, c’è molto da imparare da come si facevano le cose, dagli invisibili legami tra i diversi elementi della società e da come si conduceva la vita quotidiana. Ritrovare tutto ciò può essere profondamente illuminante”

Video realizzato da Adriano Caldiero: una lunga intervista a Domenico Cetrangolo, 92 anni di San Giovanni a Piro, fondatore dell’Albergo locale La Pergola, uno dei pionieri del turismo cilentano. Il simpatico novantenne racconta, con gli occhi ancora furbi e la battuta sempre pronta, gli inizi della sua attività turistica (e prima ancora commerciale), mentre prepara artigianalmente un cesto di vimini, una delle sue più grandi passioni.

A breve i sottotitoli.

 

 

Disegnare la resilienza Alimentare

27 marzo 2014

Interessante l’incontro del 23 marzo ai Castelli Romani, molte realtà si sono riunite per condividere le proprie esperienze sul tema della Permacultura e degli orti collettivi con l’obiettivo di creare una agricoltura resiliente ai Castelli Romani. Una idea bioregionale di permacultura sociale che persegue i principi di condivisione delle risorse e di attenzione alle persone e alla terra. Durante l’incontro sono state presentate molte iniziative nate o realizzate nella Bioregione dei Castelli Romani.

Fondamentalmente è stato l’incontro tra persone e gruppi che fanno Permacultura, vogliono creare o già gestiscono orti collettivi, cooperative agricole, piccoli coltivatori con lo scopo di costruire un sistema resiliente di agricoltura ecologica e solidale. Una giornata di lavoro collettivo con i metodi di partecipazione delle Transition Town.

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Com’è andata a Funo

24 febbraio 2014

funo

Un bel pomeriggio intenso quello passato ieri a Funo. Un tTalk un po’ atipico, con una densità di transizionisti di zona decisamente sopra la media che si sono ricuccati un’altra volta tutta la mia tiritera senza nemmeno russare (o forse russando silenziosamente, non so…).

Proprio la presenza di tante persone già “dentro” alla Transizione ha prodotto l’occasione per osservazioni diverse da quelle solite. Un ragazzo di Funo, che assisteva per la prima volta a un Transition Talk, durante l’intervallo mi ha fatto una domanda molto interessante: “Ma perché loro [si riferiva ai transizionisti presenti] ridono?. È una cosa normale? Noi di Funo, che siamo qui per la prima volta abbiamo sorrisi stirati e forzati, perché tu ci metti le battute e fai ridere, ma dici cose di cui uno non vorrebbe ridere. Invece loro ridono, ridono davvero”.

Mi è sembrato un modo spontaneo e interessante di osservare ciò che accade a chi matura la propria consapevolezza, la elabora emotivamente, supera la naturale paura e la sindrome “post picco” per ritrovare un equilibrio anche nella consapevolezza delle difficoltà che la nostra epoca presenta.

Altra cosa interessante è che il giorno prima, sabato, ero invece dalle parti di Roma sempre a parlare di Transizione, anche se con molto meno tempo a disposizione. In entrambe le situazioni era molto bello toccare con mano la maturità delle persone, la capacità di agganciare discorsi fuori dal convenzionale e farsi domande complesse. Allo stesso tempo, parlare di questi temi in provincia di Bologna è ormai come scavare un solco in un campo di terra soffice e aerata, è in qualche modo “facile”. Credo che 5 anni di memi transizionisti in circolazione nel sistema sociale di quest’area abbiano un loro peso al riguardo. Sabato invece avevo la nettissima sensazione di operare in un campo da dissodare da zero, in cui certi processi non sono ancora partiti e gli enzimi del cambiamento devono ancora operare.

Comunque sia, è sempre davvero bello e arricchente incontrare tutte queste persone che si fanno domande. Come sempre un grande grazie agli organizzatori di Funo per l’impegno, gli spaghetti (buonissimi, meravigliosi e impareggiabili cucinati dalla padrona di casa) e per aver gettato questo seme anche nella loro comunità. Grazie anche ai responsabili del Centro Sociale che ci ha gentilmente ospitato e alla banda di transizionisti che si è ritrovata lì in una specie di assemblea provinciale spontanea.

Incoraggio tutti a usare i commenti a questo post per lasciare osservazioni, pensieri, scambiare idee e continuare il percorso appena iniziato…

*Non ho fatto foto, se qualcuno ne ha fatte le aggiungiamo….

Un documentario per conoscere la Transizione

1 febbraio 2014

di Giulia Dedionigi, Carlotta Garancini e Simona Peverelli

Il nostro viaggio è iniziato dieci mesi fa.  Ci troviamo una sera, a mangiare qualcosa insieme e, quasi per caso, nasce l’idea di partecipare a un premio giornalistico. È intitolato a Sabrina Sganga, collega scomparsa da poco, e punta a raccontare diversi e nuovi stili di vita. Ci mettiamo a fare ricerche su internet, in cerca di buone idee. Incontriamo Totnes, Hopkins, le prime transition. “Se solo ci fosse qualcosa di simile in Italia”. Scopriamo dell’esistenza di realtà simili anche da noi e subito proviamo a metterci in contatto con qualcuno. Ci scontriamo con chi dice “Non si può raccontare la Transizione in un documentario”, ma anche con chi è entusiasta, almeno quanto noi. “Se vi va potete venire alla nostra festa del Baratto”. “Organizziamo una conferenza sulla permacultura, ci siete?”. Compriamo dei libri. Studiamo. Presentiamo il nostro progetto al premio Sganga. Lo vinciamo e ci arriva il finanziamento per realizzare il nostro lavoro. Qui incomincia l’avventura. E il gioco si fa serio.

Giulia, Carlotta e Simona al lavoro

Giulia, Carlotta e Simona al lavoro

‘Ricreazione’ è il titolo che abbiamo deciso di dare al nostro progetto. Ricreazione perché ci sembra che la transizione provi a ‘ricreare’ le città, le comunità, le reti tra le persone. Ricreazione, come l’intervallo a scuola, anche perché il nostro lavoro avrà un ‘narratore’ d’eccezione. Luigi, un professore di Firenze, che insieme a italiano, storia e geografia insegna ai suoi studenti anche la Transizione. È lui che, nel documentario, ci aiuterà a comprendere i concetti più complessi della transizione. Lo incontriamo un weekend di qualche mese fa. (more…)

19 Haiku per il clima

18 dicembre 2013

Salve a tutt*,

spero di farvi un regalo gradito (e spero che lo possiate a vostra volta usare come regalo per altr*) pubblicando queste immagini.
Gregory C. Johnson ha pensato di concentrare (distillare, dice lui) il recente quinto rapporto del IPCC in 19 Haiku, che qui vi propongo nella mia versione “sottotitolata” (su segnalazione di Nate J. Hagens).
Usatele pure a vostro piacimento.

Buone feste a tutt*.

COPERTINA HAIKU CLIMA


PRESENTAZIONE HAIKU

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Siamo fatti per questi tempi

16 dicembre 2013

We were made for these times

(Siamo fatti per questi tempi)

di Clarissa Pinkola Estes

Amici, non disperate. Siamo fatti per questi tempi. Ho parlato con tante persone, recentemente, che sono profondamente, completamente spaesate. Si tormentano, preoccupate per il modo in cui vanno le cose oggi nel mondo. La nostra è un’epoca in cui quotidianamente troviamo motivo di essere sconvolti e, spesso a ragione, furibondi per atti che ancora, e ancora, vanno contro a ciò che davvero importa alle persone assennate, a chi guarda verso le future generazioni.

cpe

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