Risvegli: il picco degli aerei

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Siccome sto per volare a Madrid (lo so non dovrei, ma mi tocca), è curioso notare come poi tutto acceleri all’improvviso in piccoli sprazzi di consapevolezza.

Da tempo la IATA si interroga sul futuro dell’aeronautica commerciale visto l’incessante incremento nei prezzi del carburante. La situazione è sempre più grigia e come potete leggere qui, i margini delle compagnie diventano via via più esigui.

Ieri la cosa è stata anche ribattuata dai media, uscendo dai circuiti specialistici, e potete leggere una velina dell’AGI che lancia l’allarme sul futuro delle compagnie.

In realtà già da tempo sono gli aiuti degli stati che permettono la sopravvivenza del trasporto aereo come lo conosciamo oggi. E nella totale schizofrenia del momento, mentre è probabile che presto gli aerei smetteranno di volare, si progettano nuovi aeroporti.

Quindi, insomma. Ora vado in Spagna (così magari posso anche raccontarvi che succede da quelle parti) e poi vediamo se anche la questione della fine del traffico aereo su grande scala riuscirà finalmente ad essere digerita e ad entrare a far parte del nostro panorama percettivo.

8 Risposte to “Risvegli: il picco degli aerei”

  1. Mimmo Says:

    Ciao Cristiano, il paradosso è che, ad oggi (ma, appunto, non sappiamo ancora per quanto), costa meno (fisicamente ed economicamente) viaggiare da Milano a Bari/Brindisi, in aereo che non in treno. Viaggiare in treno dal nord al sud (e viceversa) è diventata un’impresa ed ora che vivo stabilmente a Milano dovrò affrontare la questione in qualche modo.
    Un caro saluto
    Mimmo (Lizzano)

  2. Francesco Says:

    Be’, e allora vedi che la TAV serve? ;-)
    F

  3. fausto Says:

    Può essere che l’aereo abbia qualche punto di forza, a livello di consumi; me ne viene in mente uno: niente infrastruttura di collegamento tra punto di partenza e punto di arrivo. Anche i viadotti e le gallerie consumano combustibili….

  4. Il picco degli aerei 2 « Transition Italia Says:

    [...] tanto per tenervi aggiornati eh… Ne avevamo già parlato. Share this:CondivisioneFacebookTwitterEmailLike this:LikeBe the first to like this [...]

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