Posts Tagged ‘energia’

Scala Mercalli: avete voglia di fare?

2 marzo 2015

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Ok gente, ora ci sarebbe bisogno del vostro aiuto, se avete apprezzato il programma di Luca Mercalli bisogna farlo sapere alla RAI in modo che chi cerca di portare certi temi all’interno del servizio pubblico abbia un supporto ai propri argomenti.

Non è certo un programma facile da mandare in prima serata al sabato sera, gli ascolti sono andati benino, ma non dobbiamo lasciare che questo sia il parametro principale su cui la struttura RAI debba prendere decisioni.

Il mio suggerimento è di procedere quindi in modo attivo a manifestare il proprio supporto a iniziative culturali di questo genere.

Se concordate, scrivete alla redazione, o sulla pagina del programma. Va bene tutto, dai semplici complimenti, ai consigli, alle critiche costruttive (il programma è certo ampiamente migliorabile).

Se ogni tanto vi chiedete “ma io cosa posso fare?”, ecco, questo puoi farlo certamente.

Se le informazioni chiave non saranno rese disponibili e chiare a milioni di persone, difficilmente potremo avere cambiamenti nella scala in cui servono. Al momento non si tratta tanto di parlare di Transizione, ma di dare accesso a tutti a uno scenario di sistema che continua a rimanere nascosto.

Se qualcuno volesse rivedere la trasmissione, per un po’ starà qui:

http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html…

Autonomia energetica, autosufficienza alimentare e libertà di pensiero

5 settembre 2014

Ciò che ha valore tecnico ha sempre anche un valore etico. Durante i primi corsi sul picco del petrolio e le fonti di energia rinnovabile, realizzati negli anni ’90 ricordavamo sempre una delle massime che ci ha insegnato Enrico Turrini (La Via del Sole): “prima di scegliere la fonte di energia da utilizzare devi decidere quale società vuoi in futuro”.

In questo senso è necessario sviluppare e sostenere strumenti collettivi che ci permettano di costruire sistemi energetici resilienti e locali, oltre che rinnovabili. In Italia lo sviluppo delle energie rinnovabili ha un discreto successo, ad esempio il solo fotovoltaico produrrà quest’anno in Italia circa 23 TWh di energia elettrica (quanto consumano circa 7 milioni di famiglie). Ma il valore che diamo a questa tecnologia non può essere solo di tipo tecnico. Un MW di impianto fotovoltaico realizzato sul terreno agricolo con fondi e procedure dubbie, vedere i casi di infiltrazione mafiosa in alcuni progetti, non può essere da noi paragonato a un MW realizzato sui tetti delle case dei cittadini italiani con fondi propri e leciti oppure ad un impianto realizzato su di un capannone con fondi di una cooperativa solare. Con mezzi diversi si raggiungono obiettivi diversi.

Irrigazione solare a Cuba (ARCS)

Irrigazione solare a Cuba (ARCS)

 

Per dare un senso pratico al nostro lavoro sulla decrescita energetica, iniziamo a conoscere alcune esperienze concrete. Questa volta lascio parlare un amico esperto di energie rinnovabili: Leonardo Berlen, responsabile della redazione e del coordinamento di QualEnergia.it.

Chi vuole far parte del gruppo “Decrescita Energetica” formatosi durante l’ultima, per ora unica, mitica “Transition Fest” può scriverci (reseda@resedaweb.org).

 

(more…)

Intervista ad Ugo Bardi

26 settembre 2013

Salve a tutt*,

segnalazione rapida per un’intervista ad Ugo Bardi che va in onda stasera sul canale Raistoria alle 22:30. Ugo Bardi è un ricercatore del Dipartimento di Scienze della Terra della Facoltà di Chimica dell’Università di Firenze, fondatore di ASPO-Italia, fellow del Club di Roma e autore di diversi libri come “La Fine del Petrolio“, “The Limits to Growth Revisited“, “La Terra Svuotata” e “Plundering the Planet” (pubblicato in tedesco e prossimamente in inglese). Tiene diversi blog in Italiano e in Inglese, dove da anni fa divulgazione sui temi dei limiti delle risorse e sui rischi dei cambiamenti climatici (blog tenuti dal Prof. Bardi o ai quali collabora o ha collaborato quiquiquiquiquiqui).

E’ stato ed è una fonte di riflessione importante e di dati significativi per capire dove siamo diretti. Personalmente, come in molti sapranno già, ho l’onore (e l’onere) di collaborare con lui al blog Effetto Cassandra.

Se stasera non avete impegni…

Ugo

Dieci anni per cambiare il mondo

19 giugno 2013

Luca Lombroso questa mattina si è svegliato pensando che questo filmato forse sarebbe stato carino da sottotitolare per il pubblico italiano. Non aveva ancora finito di articolare il suo pensiero che Rupo (specialista in sottotitolazione preventiva) aveva già finito la traduzione e caricato il risultato on-line (Rupo santo subito). Quindi buona visione.

Oggi pomeriggio io e il suddetto Luca saremo con un gruppo di sindaci e funzionari amministrativi a fare un piccolo training su questo tema e potremo quindi usare anche questo filmato. Sono le strane magie della Transizione e del lavoro collaborativo disorganizzato 🙂

Il filmato è  collegato al rapporto della Climate Commission australiana “The Critical Decade 2013“, che dice le solite cose terrificanti e spaventevoli sul nostro futuro climatico se non ci diamo seriamente una svegliata, per gli angloabili, buona lettura.

Già che son qui, vi segnalo anche l’edizione speciale “World Energy Outlook Special Report 2013: Redrawing the Energy Climate Map” dei nostri “amici” della IEA (il riassunto, udite udite, c’è anche in italiano). Terrificanza e spaventevolezza equivalenti, ma ormai tutti gli studi che riguardano il clima sono tristemente allineati.

Dice la IEA:

Considerando le politiche già implementate, o quelle attualmente perseguite, risulta più probabile che l’aumento della temperatura media mondiale nel lungo termine sia compreso tra i 3,6 °C e i 5,3 °C (rispetto ai livelli pre‐industriali) con gran parte di questo incremento concentrato nel secolo in corso.

poi, più ottimisticamente

Anche se l’azione intrapresa a livello globale non è ancora sufficiente a contenere l’aumento della temperatura entro i 2° C, questo obiettivo rimane tuttora tecnicamente raggiungibile pur essendo estremamente difficile. Per tenere aperta la porta dei 2° C, è necessario intraprendere un’azione forte prima del 2020, data entro la quale entrerà in vigore un nuovo accordo internazionale sul clima. L’energia si pone al centro di questa sfida: il settore energetico conta per circa i due terzi delle emissioni di gas ad effetto serra, poiché oltre l’80% del consumo mondiale di energia viene soddisfatto da fonti fossili.

Insomma, questi pochi anni faranno la differenza tra prosperità e estinzione (non so se riuscite a immaginare cosa sarebbe il mondo con + 5,3 gradi di temperatura media, e poi purtroppo i modelli dicono che la temperatura continuerebbe a salire). Cerchiamo quindi di usarli bene e di fare tanto.

Energia fossile: picco nel 2020?

17 maggio 2013
Da: Fossil and Nuclear Fuels - the Supply Outlook

Da: Fossil and Nuclear Fuels – the Supply Outlook

Non avevo ancora trovato il tempo di dare uno sguardo a questo studio  dell’Energy Watch Group e il grafico qui sopra sintetizza bene il senso del messaggio. Secondo questa analisi

According to our study, coal and gas production will reach their respective production peaks around 2020. The combined peak of all fossil fuels will occur a few years earlier than the peaking of coal and gas and will almost coincide with the beginning decline of oil production.

Secondo il nostro studio, le produzioni di carbone e gas raggiungeranno i rispettivi picchi attorno al 2020. I picchi combinati dei carburanti fossili avverranno qualche anno prima del picco di carbone e gas e coincideranno con l’inizio del declino della produzione di petrolio.

Ulteriori conferme quindi dell’esigenza di una intensa, urgente ed estesa transizione energetica (che come sappiamo non si può fare se non si transiziona pure tutto il resto, ma vabbè…). Dell’idea che le nuove tecnologie di estrazione e le nuove scoperte di giacimenti possano cambiare lo scenario lo studio dice

Neither the hype about huge reserves in the Caspian Sea in the year 2000 (“…reserves could rival Saudi Arabia”), nor the deep sea discoveries in the Gulf of Mexico or West of Angola, nor tar sands in Alberta (see the cover story of the ExxonMobil publication “Oildorado” in 2003), nor last year the rush on shale gas developments in the USA or recent news of shale gas in Australia can do away the fact that the era of cheap and abundant fossil fuels is coming to an end. Rather, these new frontiers create more problems than being solutions to problems they promise to solve.

non lasciando quindi alcuno spazio all’argomento, i nostri tentativi di ritardare i cambiamenti necessari, invece che risolvere i problemi aumentano i danni e le conseguenze negative. Ma c’è anche lo spazio per un timido ottimismo, basato sull’idea che, a un certo punto, dovremo pur svegliarci dal nostro torpore:

But this is also a good message because climate change forces us to take action along the same lines, namely reducing the consumption of fossil fuels. Therefore, we must face these challenges and start in earnest to develop transition strategies towards a sustainable energy supply. The longer we try to delay that transition by pursuing dead end solutions which are aimed to prolong business as usual, the more we face the risk of falling off a cliff with severe disruptions in economy, politics and society.

E se vi ostinate a leggere questo blog non c’è dubbio che siate svegli o che, quanto meno, stiate cercando di svegliarvi. Beh.. si può fare gente, non c’è dubbio, e farlo, cambiare tutto, è pure divertente, riempie la testa di futuro, ricchezza, prospettive. Facciamolo, su su…

Non preoccuparti, continua a guidare

29 agosto 2012

Anche il Post Carbon Institute ha deciso di partecipare, con un breve spot, a fare un po’ di chiarezza sulle dichiarazioni mirabolanti dell’industria petrolifera. Ecco come. Buona visione.

I 15 elefanti di Nate Hagens

16 luglio 2012

Questo intervento di Nate Hagens durante ASPO 2012 mi sembra molto adatto a chi si sta occupando di transizione da un po’ di tempo* (al momento è solo per angloabili).

Siamo nella fase in cui i pensieri maturano e convergono, un momento in cui è più facile che dalla confusione, dalla paura, dall’ansia, dall’eccitazione emerga finalmene la saggezza di cui gli esseri umani sono capaci…

Sì, è vero, non siamo saggi tanto spesso, ma siamo capaci di diventarlo. Nel suo intervento Nate tira le somme su tante cose con grande lucidità e pacatezza, mi pare tocchi la maggior parte dei punti fondamentali senza banalizzarne nessuno, e in questa spece di “riassunto” o di “punto nautico” o di “dove siamo” mi pare che di saggezza ce ne sia parecchia.

Si tratta di un intervento densissimo realizzato in modo leggero, che va dall’analisi termodinamica del mondo in cui viviamo al ruolo che un’associazione come ASPO dovrebbe darsi da qui in avanti.

Vi consiglio di sentirvelo in tutta calma e con il tempo per riflettere per bene su ogni passaggio (immagino che presto ci saranno i sottotitoli in italiano). Nel frattempo trovate sul blog di ASPO Italia una sintesi di Francesco Aliprandi (in italiano ovviamente).

—–
* va bene per tutti, ma per capirne profondamente tutte le idee e implicazioni credo servano basi piuttosto ampie.

ASPO commenta Passera

9 maggio 2012

Vi segnalo un comunicato di ASPO Italia a commento delle recenti dichiarazioni del ministro Passera. Il comitato scientifico dell’Associazione parte dalle parole del rappresentante del governo

Abbiamo ingenti riserve di gas e petrolio che possono soddisfare il 20% dei consumi nazionali dal 10% attuale. Si possono generare 15 miliardi di euro di investimenti e 25mila posti di lavoro, si può ridurre la bolletta per le importazioni di energia di 6 miliardi, aumentando il Pil di mezzo punto.

e le commenta per ricollegarle alle condizioni reali delle risorse, alle prospettive economiche e lavorative, al senso delle cose.

È importante leggerlo per rimettere ordine nella confusione di informazioni che continuano a circolare sospinte dalle varie fazioni in campo, e quando si parla di energia si parla di fazioni con molti mezzi e molte possibilità di influenzare i media.

In questi mesi sono nate nuove “storie” che il sistema fa circolare, come quella degli incentivi alle rinnovabili che creano i rincari energetici o come queste idee un po’ buffe di investire nell’estrazione petrolifera e dei gas sul nostro territorio.

Credo sia utile fare due conti e rimanere con i piedi per terra, cercando di concentrarsi su ciò che veramente può aiutarci a evolvere in qualcosa di diverso da quello che, come paese, siamo diventati.

Ferrara – 4 passi nella transizione

14 gennaio 2012

Mercoledì 18 alle 17.00 parte, a Ferrara, il primo appuntamento degli incontri dedicati a conoscere il nostro mondo attuale:

Una delle poche costanti è il cambiamento,

come possiamo immaginare l’economia, il clima,

l’energia e la transizione verso il nostro futuro?

.

Il progetto degli incontri è una collaborazione tra le Biblioteche di Ferrara, Il Centro Idea, Ferrara Città Sicura e Solidale e Ferrara in Transizione.

Tutto nasce da un dono: nel Gennaio del 2011 abbiamo regalato, noi gruppetto sparuto di transizione ferrarese, tre copie del “Manuale della Transizione”, alle Biblioteche cittadine; in Aprile ci hanno chiamato per chiederci una “bibliografia di transizione” da acquistare e ci hanno proposto di organizzare 4 incontri sui temi della transizione. Abbiamo proposto il programma che vedete qui sopra, gli è piaciuto, siamo partiti insieme a realizzarlo.

Questa è una piccola storia di come nasce questa iniziativa, altre si intrecciano o sono accadute prima a prepararla, altre stanno nascendo grazie a questo ciclo di incontri.

Se, come noi, vivete dalle parti di Ferrara e vi state chiedendo “come potete immaginare l’economia, il clima, l’energia e la transizione al nostro futuro” questi incontri potrebbero esservi utili. Per informazioni: ferraraintransizione@gmail.com .

Se volete il manifestino o le cartoline, cliccate su quella che vi interessa: Manifestino – Economia – Clima – EnergiaTransizione

WEO 2011 – Il clima fuori controllo

10 novembre 2011

Scaricalo qui in pdf.

I nostri amici della “IEA” hanno prodotto anche quest’anno il loro World Energy Outlook che ora studieremo con calma per fare qualche riflessione più approfondita. Quello che emerge immediatamente è la conferma che sul fronte clima e riduzione delle emissioni le cose si mettono male.

Quasi chiusa la finestra che ci potrebbe permettere di rimanere sotto i 2 C° di aumento medio di temperatura (considerato un accettabile limite di sicurezza) mentre più probabile lo scenario dei 3,5° o addirittura gli sconfinamenti fino a 6° (paura, paura, paura).

Sono cose che sapevamo già, solo rafforzate da ulteriori conferme.


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