Archivio dell'autore

RiEconomy Talk a Sovico (Monza): come è andata?

18 aprile 2015

Domenica scorsa sono stato invitato dai transizionisti brianzoli a parlare di RiEconomy.

L’idea era quella di fare una presentazione che potesse coinvolgere sia i transizionisti rodati sia nuovi amici e curiosi, che andasse più a fondo sui temi dell’economia e del progetto RiEconomy – che spesso nei transition talk non riescono ad avere il tempo che meritano – senza tralasciare le informazioni base – ovvero i nostri inseparabili amici: picco del petrolio, cambiamenti climatici, resilienza, e via dicendo.

Abbiamo provato così a ripercorrere la nostra storia dal punto di vista energetico, dai tempi dei cacciatori-raccoglitori fino agli odierni smartphone. Abbiamo visto come tutto ciò che ci circonda dipenda dal surplus energetico dei combustibili fossili, che per molti anni ci hanno dato tantissima energia a basso costo, ma che oggi lo fanno sempre con maggior fatica.

Tante informazioni su questi temi li potete trovare qui:

http://www.tullettprebon.com/strategyinsights/

Poi siamo passati al sistema finanziario, alla creazione della moneta nell’economia moderna e di tutti gli effetti che questo comporta. Devo confessare che qui le cose diventano ‘strane’. Ogni economista ha la sua teoria, ma sotto sotto nessuno sa veramente come funzioni questo magico sistema. Diventa allora molto difficile fornire informazioni oggettive come si può fare per la realtà termodinamica. La cosa bella, però, è stato parlare finalmente di questi temi senza quel velo di mistero e complotto che spesso li accompagnano. Nessuna entità segreta o piani di schiavitù mondiale delle masse. Solo un sistema complesso in piena sofferenza, condito di comportamenti emergenti autolesionisti e irresponsabili e di visioni a breve termine.

Per chi vuole maggiori informazioni sulla creazione della moneta, le più ufficiali e aggiornate che ho trovato finora sono quelle della Banca d’Inghilterra, le trovate qui:

Fai clic per accedere a qb14q1prereleasemoneyintro.pdf

h-THUMB-WRESTLING-960x540

Poi abbiamo provato un gioco pericoloso (addirittura più pericoloso di quello di Cristiano Bottone!!) per capire per quale motivo continuiamo a crearci tanti problemi come individui e società e come potremmo trovare un modo per evitarli.

Non vi posso dare ulteriori dettagli, solo che c’è stata una grande sfida di pollici-wrestling e che ne sono tutti usciti illesi, per fortuna!!

Finita questa prima parte, ci siamo finalmente concentrati sulle opportunità che abbiamo adesso davanti a noi: rilocalizzazione economica, nuove forme di impresa, nuove forme di moneta, di scambi e di relazioni. Abbiamo visto di cosa tratta il REconomy project in UK e di quello che sta nascendo qui in Italia.

È stato divertente anche rileggere i principi di permacultura guardando al nostro territorio comunale (ma perché no? potrebbe essere anche quello provinciale, regionale o nazionale). Perché non facciamo un’analisi funzionale della nostra economia? Come possiamo gestire i rifiuti di un’attività e trasformarli in risorse per un’altra? Quali bisogni vogliamo che vengano soddisfatti e quali non lo sono, oggi? Come cominciamo questo cambiamento con tanti piccoli e lenti passettini..? Come possiamo includere veramente tutti in questo processo?

Alla fine, come ad ogni incontro di transizione che si rispetti, c’era ad aspettarci un tavolo imbandito pieno di leccornie da degustare, attorno al quale si è svolto un piccolo world cafe improvvisato su tutte queste domande.

Non potrò mai ringraziare abbastanza Martina, Dario e l’associazione L’ORTERIA (https://www.facebook.com/lorteria?fref=ts) per avermi ospitato e per aver organizzato l’evento, per la bellissima location che è lo studio artistico di Dario, per tutto il buon vino, le torte salate e la bellissima serata passata in compagnia per le strade di Seregno.

La sensazione è che ci sia sempre più carne al fuoco nel mondo della transizione italiana, vediamo cosa succederà nei prossimi mesi..!

Open Space a Santorso!

7 febbraio 2015

ostinatamente2-video-01

Il 28 febbraio e il 1 marzo a Santorso si terrà un Open Space Technology, una grande occasione di incontro, confronto e celebrazione per tutti i transizionisti attivi nell’Alto Vicentino.

Il simbolo dell’OST dell’anno scorso era un grande albero pieno di teste pensanti – il primo principio della permacultura.

Quest’anno ci siamo allora ispirati al secondo principio: ‘cattura e immagazzina energia’. Ma quella bottiglia con il sole dentro rendeva poco.. 🙂

Se siete nelle vicinanze veniteci a trovare!

Per informazioni e per iscriversi, andate qui.

Ps: A Santorso abbiamo sperimentato poco tempo fa un laboratorio di Visione e Backcasting. È stata un’esperienza nuova e per molti di noi rivoluzionaria! Se siete curiosi di sapere cosa abbiamo fatto andate qui.

TTalk a Sovizzo e Camisano

17 novembre 2014

1479450_787680344607364_7262313745506517748_n

La settimana prossima sono in programma due TransitionTalk qui nel vicentino.

Il primo si terrà lunedì 24 novembre a Sovizzo, paese in fermento dove vi sono già più di 20 persone attive e coinvolte, grazie anche alla bellissima energia e impegno di Alessandro che ci ha aiutato ad organizzare l’evento.

Per informazioni collegatevi a questo link.

Il giorno dopo invece, martedì 25 novembre, mi sposterò di qualche km fino a Camisano, alla fattoria didattica e biologica ‘Al Confin’. Grazie alla mitica Marta, gli Iper.ARTivi e Ricreattivamente per averlo immaginato e realizzato!

Per informazioni, link.

Ci vediamo tutti la?

5 esempi per ispirare la RiEconomy in Italia

23 ottobre 2014

5esempireconomy

È stata finalmente pubblicata una piccola ricerca/esplorazione di Transition Italia sull’economia resiliente italiana. Dalla manifattura all’energia, dall’agricoltura al terziario questo documento riporta cinque esempi evocativi e stimolanti di come sia possibile creare profitto nel rispetto dei limiti naturali, aumentando la coesione delle nostre comunità e costruendo la resilienza necessaria per un futuro prospero.

Vi sarà sicuramente giunta voce che dall’inizio di quest’anno Transition Italia si sta impegnando nel portare nel bel paese uno dei più interessanti ed entusiasmanti progetti nati all’interno del Transition Network. Sto parlando ovviamente del progetto RiEconomy (o REconomy, come lo chiamano gli inglesi).

L’idea di REconomy è nata osservando l’evoluzione delle iniziative di transizione con diversi anni di attività ed esperienza alle spalle. Una volta sensibilizzata la comunità, coinvolti gli interessati, rafforzato il tessuto di relazioni, facilitata la nascita di progetti di ogni tipo (orti, attività di reskilling, transizione interiore) e scambiato idee, riflessioni e visioni, arrivava inesorabilmente il punto in cui si chiedevano: e ora?

Se siamo riusciti ad arrivare fin qui – scoprendo che il processo è addirittura facile e divertente – come possiamo fare il salto di qualità? Come possiamo coinvolgere anche le istituzioni, le imprese, i commercianti, cercando di rispondere alla crisi economica/occupazionale e rendendo al contempo il nostro territorio più sostenibile e resiliente?

A Totnes hanno cominciato a chiedersi come sostenere le iniziative interessate a facilitare questo percorso di ‘transizione economica’, ed è stato chiaro fin da subito come fosse necessario mantenersi sul processo già ampiamente collaudato di Testa – Cuore – Mani, iniziando cioè con momenti di informazione, discussione, proiezioni di documentari e soprattutto esempi a cui ispirarsi: da qui le basi per procedere con la progettazione e l’azione.

Una delle prime idee fu quella di ricercare (nel territorio inglese) esempi di attività economiche che sapessero rispondere ai criteri di una impresa di transizione, ovvero un’impresa in grado di creare al contempo posti di lavoro, benessere e resilienza nella comunità in cui opera. Il report che ne risultò lo trovate a questo link. Dateci un’occhio, vi troverete bellissimi esempi di attività economiche resilienti in ogni settore economico (agricolo, manifatturiero, terziario e finanziario).

L’idea cominciò a diffondersi e ben presto altri paesi vollero provarci.

In Italia, ad esempio, abbiamo iniziato con un primo ‘RiEconomy Talk’ a San Giovanni Persiceto nel marzo 2014, da cui ne è seguito un Open Space che ha ufficialmente dato inizio a questo elettrizzante processo di transizione economica.

È stata successivamente offerta anche a noi la possibilità di condurre una ricerca sulle imprese resilienti presenti nel territorio italiano, più breve di quella inglese, ma che una volta completata sarebbe stata inserita in una sorta di top20 europea, insieme a quelle prodotte dai nostri colleghi di Croazia, Lettonia, Belgio e Paesi Bassi.

L’idea era di portare alla luce realtà estremamente diverse tra loro – per esperienza, fatturato, dipendenti, settore -, che potessero diventare fonte di ispirazione per molti ma che spesso, per loro natura e scala, prosperano lontano dai riflettori – rimanendo quindi confinate nell’oblio dell’informazione. Queste imprese ci dimostrano che fare le cose in modo diverso si può, e i benefici non sono solo strettamente economici, ma sociali, ambientali e relazionali.

Vi invitiamo ad immaginare questi esempi virtuosi presenti tutti insieme nel vostro paese/città, vederli intrecciarsi fra loro, creare collaborazioni, generare nuove imprese resilienti, mettere in atto soluzioni ai problemi energetici, sociali, alla produzione di rifiuti e via dicendo.

Il documento non vuole essere una classifica delle migliori imprese in transizione: si tratta solo di alcuni esempi, scelti in base a un criterio di diversificazione.

Sappiamo esserci un’infinità di persone in Italia impegnate nel realizzare una nuova visione economica ispirata alla sostenibilità e alla resilienza; ci rendevamo conto che una ricerca accurata che prendesse in esame tutto questo mondo era fuori dalla nostra portata, così come lo erano i fondi e i tempi a disposizione.

Per quanto riguarda il progetto RiEconomy nel suo complesso invece, la strada intrapresa non è tutta rose e fiori. Il movimento della transizione, pur in costante crescita, non ha ancora raggiunto la maturità per diffondere il modello in modo capillare in tutto il territorio italiano. Questo perché non tutte le iniziative sono nelle condizioni di poter fare il grande passo e ad altre semplicemente potrebbe non interessare.

Ma il più grande ostacolo da superare è quello della sostenibilità economica. Quasi sempre le iniziative vengono portate avanti da volontari nei loro ritagli di tempo e se questo può funzionare nelle prime fasi della transizione, diventa un problema quando la questione si fa più complessa. Abbiamo sempre più bisogno di figure professionali e personale retribuito che sappia lavorare e relazionarsi con il mondo delle imprese, del commercio, delle istituzioni, facilitando la partecipazione di tutti e fornendo la giusta dose di informazione e senso di possibilità. Serve la disponibilità di molto tempo e serve continuità, cose difficili da ottenere se chi si impegna in un percorso simile non riesce anche a ricavare il necessario per vivere.

Come al solito c’è tanto, tanto lavoro da fare. La cosa importante è aver cominciato!

Ma intanto eccoci qui, anche la nostra piccola ricerca è stata pubblicata.

Per scaricarla basta collegarsi a questo link: qui.

In Veneto è salpata la Nave della Transizione – Com’è andata? 

2 ottobre 2014

nave-transizione-def-copy

A Santorso (VI) la Nave della Transizione è finalmente salpata: c’è già un centinaio di persone pronte per partire all’arrembaggio!

Domenica scorsa si respirava un’aria elettrica, di entusiasmo e cambiamento: si poteva già percepire una comunità desiderosa di impegnarsi in progetti nuovi e avventurosi.

Una folta ciurma ha dato vita a più di dieci gruppi che nei prossimi mesi si troveranno per fare rete, approfondire il manuale, imparare a conoscere il proprio territorio e facilitare la transizione.

Anche voi non vedete l’ora di partire per l’avventura? I gruppi sono aperti e cominceranno a incontrarsi più o meno da metà ottobre. Controllate se ce n’è uno vicino a voi, potrebbe essere l’occasione giusta per mettersi in viaggio!

Ci sono gruppi a Schio, Thiene, Caldogno, Bassano, Valdagno, Camisano, Montecchio, Arzignano, Lonigo, Monteviale, Padova, Rovigo e ovviamente a Santorso.

Ci saranno molte occasioni per incontrarci nuovamente lungo questo percorso, quindi tenetevi sintonizzati!

Per informazioni e per prendere contatto scrivete a Giulio – giulio_pc@yahoo.it

Salpa la Nave della Transizione (nel vicentino)

18 settembre 2014

nave-transizione-def-copy Domenica 28 settembre a Santorso (VI) salperà la Nave della Transizione. La nave che usa le tempeste della crisi per spingersi verso un futuro più prospero, fatto di persone consapevoli e comunità attive.

Di cosa si tratta?

L’idea è quella di coinvolgere tutte le persone che in un modo o nell’altro stanno da tempo girando attorno all’idea della transizione, sono curiose ma non hanno mai avuto il coraggio di provarci, o non hanno mai trovato l’occasione giusta per farlo.Sarà un momento quindi per conoscere e conoscersi, scoprire in maniera divertente cosa si cela dietro a questo meraviglioso esperimento sociale, creare rete e festeggiare.

Al termine dell’evento ogni partecipante potrà decidere se far parte della ciurma o meno. Ci saranno diverse ciurme, che cominceranno a incontrarsi nelle settimane successive per approfondire per bene i temi della transizione.

In realtà, ma non ditelo a nessuno, si tratta del percorso di Condivisione e Approfondimento del Manuale della Transizione, detto anche CEAT (qui un esperienza dei nostri cugini bolognesi): al termine avremo tutti ben chiaro quello che sta succedendo alla nostra povera economia, società e ambiente e disporremo di nuovi strumenti utili per non perdere la rotta in questa burrasca.

Non occorre essere di Santorso per far parte della ciurma: ci sono già diversi paesi vicini pronti a salpare insieme a noi (Thiene, Schio,Vicenza, Padova, e molti altri), magari tra questi c’è anche il vostro!

Durante la navigazione, inoltre, le ciurme potranno incontrarsi insieme per riposare in qualche isolotto, dove troveranno proiezioni di film, conferenze e, se sapranno dimostrare il loro valore, un bell’Open Space per mettere alla prova la loro abilità di marinai.

Siete pronti?

Per informazioni: qui.

tDay a Levico Terme (Trento)

27 giugno 2014

Immagine

Ciao a tutte/i

questa domenica sarò a Levico per un bellissimo tDay organizzato dal comitato locale ‘Local Menti’.

La mattinata inizierà alle 9 con un tTalk – ovviamente aggiornato: questi ultimi mesi sono colmi di novità sul versante energetico ed economico – mentre nel pomeriggio, dopo un delizioso pranzo assieme, vedremo di approfondire un po’ le tematiche della transizione a seconda dei bisogni dei partecipanti – saranno dei pianificatori, esecutori, celebratori o… sognatori? non vedo l’ora di scoprirlo!

Per maggiori dettagli e informazioni, vi rimando alla loro pagina Facebook, qui.

Ci si vede domenica!

TTraining a Monza: com’è andata

26 giugno 2014

Immagine

 

Eccoli qui gli eroi dell’ultimo Transition Training a Monza!
 
Guardateli bene, non hanno niente a che vedere con i cosiddetti ‘turisti della transizione’: questi brianzoli sono assetati di voglia di cambiamento e stanno scalpitando per dar vita a nuove iniziative ’transizioniste’ a Monza e dintorni!
 
Un grande grazie a tutti voi, in particolare a Martina e Dario che questo training l’hanno organizzato e ardentemente voluto (finalmente ce l’abbiamo fatta!!).
E un grandissimo grazie anche ad Ellen, la nostra ‘mamma trainer’, che ci ha abbracciati e sostenuti tutti con il suo avvolgente telo blu.. 
 
Durante il viaggio verso casa continuavo a pensare ad una frase del mitico Harrison Owen, il creatore dell’Open Space Technology, e a come questa fosse una perfetta metafora del fine settimana passato assieme.
Fa più o meno così:
 
‘Se un gruppo di persone fa cose apparentemente impossibili nella prima ora di lavoro, è difficile che poi, durante il resto dei lavori, qualcos’altro li possa fermare. 
Si chiama empowerment.’
 
Se penso a tutto quello che è successo in appena due giorni di convivenza… non oso immaginare come trasformerete la Brianza nei prossimi mesi! Rimaniamo collegati!
 
Buona fortuna a tutti! 🙂

TTalk a Pordenone

19 Maggio 2014

Vi segnaliamo che il prossimo martedì 27 maggio si terrà un transition talk a Pordenone, all’interno di una bellissima rassegna di eventi organizzata da TerraÈ – officina della sostenibilità. Per informazioni, qui.

 

Immagine

TTalk a Bassano del Grappa (Vicenza)

17 marzo 2014

‘La Transizione è come una pentola con l’acqua che bolle sempre di più e il coperchio che sta per saltare.. Non possiamo più fare finta di niente!’  (cit. un assessore locale)

Di recente c’è molto fermento nel vicentino. Gli interessati si moltiplicano così come le richieste di Transition Talk. Il prossimo sarà nella bellissima Bassano Del Grappa, la sera di giovedì 20 marzo alle 20.30, qui trovate il volantino con tutte le informazioni utili.

Ci si vede lì, e poi magari si va insieme a passeggiare per le vie fino al Ponte Vecchio..Image


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: