A.A.A. Ufficio stampa Fest’ cercasi

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CantagalloUdite, udite!

Stiamo cercando tre persone, che abbiano già un minimo di esperienza, per organizzare un ufficio stampa e diffondere l’evento presso i media, sia nel periodo precedente alla Fest’ che per documentarla durante e dopo la sua realizzazione.

Il gruppo può essere composto anche da una persona esperta e due che abbiano voglia di imparare/fare esperienza.

Il lavoro sarà svolto da casa con mezzi propri e via skype in collaborazione con il team di organizzatori e facilitatori della Fest’.

Ai temerari volontari che si proporanno possiamo trovare un equo scambio per la partecipazione alla Fest’.

Chi volesse farsi avanti può contattarci all’indirizzo email della Fest’: trfest.2013@gmail.com

Per ulteriori informazioni sulla Fest’ http://transitionfest2013.wordpress.com/

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4 Risposte to “A.A.A. Ufficio stampa Fest’ cercasi”

  1. Gian Nicola Says:

    Ciao, splendida iniziativa!
    Ho solo un dubbio: leggo all’indirizzo
    http://transitionfest2013.wordpress.com/costi/

    10 € Iscrizione obbligatoria a Transition Italia
    80 € (comprensivo di alloggio nella struttura di Panta Rei o tenda o camper propri per le notti di venerdì e sabato, vitto per la cena di venerdì, colazione pranzo e cena di sabato, colazione e pranzo di domenica)
    (e 10 € del costo totale possono essere pagati in SCEC)
    più una richiesta di donazione.
    Tutto bellissimo ed economico.

    Perché cercate volontari se vuoi invece volete essere pagati in Euro e, in parte, in Scec?
    Mi sembra il vecchio detto “Armiamoci e partite!”
    Grazie a chiunque vorrà rispondermi.
    Gian Nicola

    • peterpingus Says:

      Ciao Gian Nicola, ti risponde Pierre.

      I soldi pagati vanno interamente a Panta Rei per l’ospitalità (80 €) e a Transition Italia (10 €) se viene pagata la quota di iscrizione.

      La donazione è facoltativa, ma vado a vedere se il tono della richiesta si presta a fraintendimenti.

      Come vedi non rimane niente dalle quote pagate. Per questo abbiamo chiesto al Transition Network e a Transition Italia un finanziamento per le persone che chiederanno un contributo, perché probabilmente dovremo coprire una parte degli SCEC perché Panta Rei non li accetta, per altre spese che salteranno fuori (niente arriva gratis) e credo anche per spesare (credo perché non ne abbiamo ancora parlato tra di noi) chi lavora da tre o quattro mesi all’organizzazione della Fest’. Spesare, attenzione, non stipendiare che son due cose diverse e perché la tua domanda mi pare indaghi anche in quella direzione.

      Si può vedere il budget della Fest’ che si aggiorna dalla pagina dedicata sul blog:

      http://transitionfest2013.wordpress.com/il-budget-della-fest/

      Se ci sará un surplus? Possibile, come per i training li mettiamo in cassa Transition Italia e li usiamo per coprire futuri training dove le quote non coprono le spese, per contribuire alla formazione dei facilitatori (se ne fanno richiesta), per organizzare un’altro evento tipo la Fest’, etc… cerchiamo di reinvestire in quello in cui crediamo ci sia utilità.

      Spero di essere stato esauriente, se non ho risposto, hai altre domande o dubbi fai pure, possono essere di aiuto a fare chiarezza anche a noi.

      Ciao
      Pierre

      • Gian Nicola Says:

        Ciao Pierre,
        grazie per la tua esauriente e gentilissima risposta.

        Io sono pro Transition, e pro permacultura: credo sia una strada bellissima quella intrapresa. Organizzare venti come questo, tenere i blog, i contatti, i materiali, il tempo e tutto quanto è impegnativo e dispendioso. La transizione in Italia è fatta da un manipolo di eroi che credono in una strada alternativa e stanno fondando le basi di una cosa che, a mio avviso, non è ancora stata ben compresa nella sua grandiosità da tanti, purtroppo.

        Ciò nonostante, ho difficoltà a capire le logiche del volontariato misto (graits/euro). Ti parlo col cuore in mano: se venissi al Transition Fest, sarei felicissimo di pagare una percentuale per coprire le spese vive, tutte, comprese quelle di un ufficio stampa. Mi sembra molto ragionevole. Se ci sarà il surplus, non sarebbe altrettanto ragionevole metterne una parte per i volenterosi? Non farebbe bene a tutti, anche nell’ottica di una rivalutazione del tempo e del lavoro di chiunque di fronte a chiunque? Faccio un discorso di respiro più ampio: è sostenibile (permanente) una transizione di volontariato puro? Non farebbe bene anche al movimento, avere i contatti e la visibilità che un ufficio stampa può dare?

        Detto questo, mi scuso e voglio togliere ogni ombra di dubbio: non era un’accusa del tipo “la transizione guadagna soldi e sfrutta i volontari”: assolutamente no. Mi spiace se mi sono spiegato male. Sono certo però che anche le voci come la mia possano dare qualche spunto di riflessione, condivisibile o meno.

        Mi piacerebbe vedere un movimento spontaneo che va avanti interamente di volontariato, ma so che non è possibile, per le ragioni accennate sopra.

        Ciao
        Gian Nicola

      • peterpingus Says:

        Gian Nicola… non posso che concordare con quello che dici, davvero, e mi fa molto piacere e mi da coraggio leggere quello che scrivi.

        Col cuore in mano tu, vado anche io col mio 🙂

        La questione dei soldi è una robina delicata e spinosa, molte volte mi son trovato a dover giustificare e spiegare cosa vuol dire tutto questo impegno in termini di tempo (che giustificherebbe l’essere pagati) in formazione (corsi, tempo, acquisti di libri, dvd, etc..), sperimentazione, progettazione etc. La cosa interessante è che era sia verso l’esterno, gli “altri”, che verso l’interno, me stesso. Ma non posso, non possiamo una volta capito in che viaggio ci siamo imbarcati, in che casino siamo non tenere conto che un cambiamento richiede molta preparazione, tanta sperimentazione e tempo. Ed è necessario anche farlo capire all’esterno. È già una Transizione in se stessa, quella interiore che parte prima di quella che si manifesta esteriormente. È uno dei primi passi da compiere per iniziare.

        Questo anche per i soldi, per cui accolgo molto volentieri la tua riflessione come sprone a trovare il modo di includere maggiormente i due aspetti per avere risultati più incisivi nel futuro, e con me e con l’esterno. Di continuare a partecipare a questa mattanza ambientale, umana e spirituale… non ne posso più per usare un’espressione gentile.

        Sapere che non puoi venire alla Fest’ a questo punto mi dispiace un po’. Uno dei desideri che mi ha spinto ad organizzarla comprende anche il ragionare su queste cose, in modo che il manipolo di eroi che volontariamente si è messo in moto si allarghi e si organizzi anche solo in un’armata Brancaleone che abbia l’opportunità di evolversi. Con tutto l’affetto e assenza di giudizio su questa immagine. E molta non violenza.

        Grazie per lo scambio, il viaggio è lungo ed é un’avventura, il percorso è fatto di queste cose di cui parli, trovare le soluzioni per andare avanti, per evolversi, ispirandosi ad altre che funzionino o a volte inventandosele.

        Dai vieni alla Fest’ 🙂

        Pierre

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