Svolta storica: I Lloyds parlano del picco…

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Ebbene sì, quando anche i Lloyds, la più famosa compagnia assicurativa del mondo, cominciano a spiegare alle aziende come stanno le cose, allora vuole proprio dire che ci siamo: è arrivato il momento in cui il tema petrolio/energia deve essere portato all’attenzione generale perché non è più possibile ignorarlo.

Potete scaricare qui il report “Sustainable Energy Security” che rappresenta una nuova svolta per le attività di Transizione. Vi traduco alcune frasi tratte dalle conclusioni del documento tanto per farvi capire come questo tipo di materiale possa aiutare a portare consapevolezza a chi ancora non ha capito cosa ci riserva il futuro.

Conclusioni

Possiamo aspettarci cambiamenti drammatici nel settore dell’energia nella prossima decade. Questo rapporto incoraggia le imprese del comparto energia e non solo, a indagare sull’impatto che questo avrà sulle loro aziende. La transizione verso una economia low-carbon e la volatilità nei mercati tradizionali dei carburanti fossili, si presenteranno alle aziende con numerosi rischi e opportunità. Per ridurre la potenziale vulnerabilità e cogliere le opportunità, le aziende dovrebbero essere consapevoli che:

1 La sicurezza energetica è ora inseparabile dalla transizione a una economia low-carbon e le aziende dovrebbero prepararsi per questa nuova realtà. Gli obiettivi di sicurezza negli approvigionamenti e riduzione delle emissioni dovrebbero essere perseguiti in eguale misura, in quanto dare la preferenza a uno dei due rispetto all’altro aumenterà il rischio di investimenti infruttuosi o di costose riorganizzazioni.

2 I carburanti fossili trandizionali subiranno una seria riduzione di disponibilità e è probabile una scarsità di disponibilità di petrolio (supply crunch) nel breve e medio termine con conseguenze profonde sul modo in cui le imprese funzionano oggi. Trarranno benefici quelle aziende che terranno in considerazione l’impatto e degli shock prodotti dall’impennata del prezzo del petrolio nel 2008 e implementeranno appropriate azioni di mitigazione. Pianificare un piano di approccio a questo scenario potrà aiutare i potenziali eventi futuri e aiutare a prendere decisioni strategiche informate.

3. Una terza rivoluzione industriale nel settore energetico presenta enormi opportunità ma porta con sè anche nuovi rischi. Di particolare importanza per le nuove tecnologie è il rischio di scarsità di materie prime quali ad esempio metalli rari il cui costo potrebbe essere fatto crescere dalla scarsità. La rapida e ampia diffusione di alcune nuove tecnologie potrebbe anche produrre implicazioni negative per l’ambiente.

4. Le infrastrutture energetiche diventeranno sempre più vulnerabili a eventi metereologici severi e poco prevedibili causati dai cambiamenti climatici che portano a una maggiore frequenza di black-out e problemi di erogazione nelle aziende. Questo comporta una sfida per i produttori di energia, gli investitori e i pianificatori che devono scegliere la collocazione di nuove infrastrutture e irrobustire gli impianti esistenti e le reti di distribuzione. Le imprese per cui l’accesso ininterrotto all’energia è di fondamentale importanza dovrebbero considerare attivamente di investire in sistemi di approvigionamento alternativi.

5. I costi crescenti per l’energia derivanti dalla riduzione della disponibilità, crescita della domanda e costi ambientali possono essere meglio affrontati nel breve periodo con cambiamenti nelle pratiche o attraverso l’uso della tecnologia per ridurre il consumo di energia. Un più ampio uso delle energie rinnovabili e della autogenerazione portano a costi aggiuntivi e a benefici per la sicurezza degli approvigionamenti.

6. Prima le aziende riorganizzeranno le catene di approvvigionamento e i modelli just-in-time e aumenteranno la resilienza della propria logistica nei confronti delle interruzione di forniture energetiche, meglio sarà.

7. Per quanto la vasta maggioranzza degli investimenti nella transizione energetica arriveranno dal settore privato, i governi hanno un ruolo importante nel diffondere politiche e misure che creino le necessarie condizioni e incentivi. Il mercato globale delle emissioni deve diventare una realtà e di conseguenza le azione governative dovranno essere prese per produrre stabilità di prezzo addizionale e trasparenza. Investire in un futuro sicuro e a basse emissioni di C02  potrebbe avere un più alto costo iniziale ma distribuità un più basso costo dell’energia in futuro. Risulta che le energie rinnovabili e le misurazioni sul versante della domanda siano elementi cruciali nel produrre i servizi energetici necessari per le imprese e il ritorno immaginato sull’investimento.

Anche solo con questi pochi punti ora possiamo parlare davvero con chiunque senza più grandi dubbi sull’essere creduti. Davvero una svolta importante. Con un po’ di calma analizzeremo poi più a fondo il documento, ora muoio dal sonno.

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10 Risposte to “Svolta storica: I Lloyds parlano del picco…”

  1. Giordano Mancini Says:

    Grazie Cristiano.
    Per lunedì 14 ho organizzato un convegno a Cesena sulla Green Economy per Confartigianato. Saranno presenti decine di artigiani e piccole e medie imprese, ma anche qualche azienda più strutturata. Nelle mie slides avevo già inserito il picco del petrolio con riferimenti a Colin Campbell, Lester Brown ed alla lettera dell’ASPO del 8 maggio. Ora inserirò anche questa vostra notizia.
    Per le nostre pmi radicate al territorio si aprono nuove opportunità, ma gli imprenditori devono cambiare “paradigma di eccellenza”, altrimenti non andranno da nessuna parte.
    Sabato 19 potrò finalmente partecipare al mio primo Transition Talk a Urbania… Non vedo l’ora!
    Un saluto a tutti

    Giordano

    • Dario Tamburrano Says:

      puoi anche fare un cenno al report del pentagono:

      da pag 23-25 circa in poi:
      “Per il 2012 la capacità produttiva in suerplus potrebbe interamente scomparire e, già nel 2015 potrebbero mancare all’appello 10 milioni di barili al giorno.

      A severe energy crunch is inevitable without a massive expansion of production and refining capacity. While it is difficult to predict precisely what economic, political, and strategic effects such a shortfall might produce, it surely would reduce the prospects for growth in both the developing and developed worlds. Such an economic slowdown would exacerbate other unresolved tensions, push fragile and failing states further down the path toward collapse, and perhaps have serious economic impact on both China and India. At best, it would lead to periods of harsh economic adjustment.”

      articolo di Debora Billi
      http://petrolio.blogosfere.it/2010/04/sta-finendo-parola-di-pentagono.html
      e commento di Pietro Cambi con grafici anche sul debito
      http://crisis.blogosfere.it/2010/04/larte-della-guerra-xxi-secolo-e-lo-scenario-2b-bis.html

      download qui:

      Fai clic per accedere a joe2010.pdf

  2. Nicola Larosa Says:

    La pagina di riferimento del paper:

    Sustainable Energy Security: Strategic Risks and Opportunities for Business
    http://www.chathamhouse.org.uk/publications/papers/view/-/id/891/

  3. glaucodona Says:

    In bocca al lupo 🙂

  4. Governare il picco del petrolio. E’ on line la traduzione italiana di “Post carbon cities” - perterra Says:

    […] Tra i quali un esempio recente è la pubblicazione a giugno 2010 di un report dei Lloyd’s londinesi, la più grande compagnia assicuratrice del mondo, che esplicitamente ci avvisa della necessità di una transizione verso una civiltà “Post Carbon” per ridurre le vulnerabilità conseguenti agli attuali cambiamenti climatici ed prossima alla scarsità energetica. “Risk Insight Sustainable energy security: strategic risks and opportunities for business”. Download report integrale in inglese: http://www.chathamhouse.org.uk/files/16720_0610_froggatt_lahn.pdf. Traduzione in italiano delle conclusioni: https://transitionitalia.wordpress.com/2010/06/11/svolta-storica-i-lloyds-parlano-del-picco/. […]

  5. Traduzione intervista a Robert L. Hirsh – 1 « Transition Italia Says:

    […] dunque lo stesso tipo di scenari, terribili, previsti dal Pentagono (anche qui), i Loyd’s (anche qui) e Chatham House (**) o ancora dall’Esercito Tedesco […]

  6. Carburanti: la scarsità è già qui? « Transition Italia Says:

    […] non avrebbe più potuto aumentare mentre poneva nel 2015 una situazione di scarsità grave. Il documento dei Lloyds, che invece è redatto l’anno successivo, anticipa i problemi al 2013, non è un caso che […]

  7. Carburanti: Il Picco del Diesel è già quà? « Says:

    […] non avrebbe più potuto aumentare mentre poneva nel 2015 una situazione di scarsità grave. . Il documento dei Lloyds, che invece è redatto l’anno successivo, anticipa i problemi al 2013, non è un caso che nello […]

  8. » Civiltà Post Carbon - Says:

    […] visionarie certe ricerche. Per ricredersi, basta leggere però, quanto riportato sul sito di Transition Italia, il nodo italiano della Rete internazionale di Transizione, dove si legge che se i Lloyds di […]

  9. Post Carbon Cities | Indipendenza Energetica Says:

    […] Tra i quali un esempio recente è la pubblicazione a giugno 2010 di un report dei Lloyd’s londinesi, la più grande compagnia assicuratrice del mondo, che esplicitamente ci avvisa della necessità  di una transizione verso una civiltà  “Post Carbon” per ridurre le vulnerabilità  conseguenti agli attuali cambiamenti climatici ed prossima alla scarsità  energetica. “Risk Insight Sustainable energy security: strategic risks and opportunities for business”. Download report integrale in inglese:http://www.chathamhouse.org.uk/files/16720_0610_froggatt_lahn.pdf. Traduzione in italiano delle conclusioni:https://transitionitalia.wordpress.com/2010/06/11/svolta-storica-i-lloyds-parlano-del-picco/. […]

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