tTraining 06: com’è andata

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Anche il Transition Training 06 si è concluso e forse ora cominciamo ad avere quel minimo di esperienza necessaria a fare qualche considerazione generale su questo tipo di attività.

QUASI RESIDENZIALE
Cominciamo con il dire che questo è stato il primo tTraining sostanzialmente residenziale e gli effetti si sono visti subito. La dinamica di gruppo è apparsa infatti ancora più forte di quello che accade normalmente. Non tutti i partecipanti sono rimasti a dormire nella splendida casa colonica che Patrizia (grazie, grazie, grazie) aveva individuato come sede del corso, ma nonostante questo la cena insieme, il condividere cibo spazi e chiacchiere senza l’assillo di andare altrove ha certamente prodotto effetti evidenti.

Tanto per farvi capire, Patrizia aveva invitato a cenare con noi alcuni amici che quando hanno visto la tavolata e il modo in cui le persone stavano assieme hanno chiesto “ma queste persone si sono conosciute solo oggi?”. In effetti è abbastanza strano pensare che in così poche ore possa crearsi un affiatamento così intenso, ma succede.

Questo ci ha fatto subito pensare che sarebbe bello farli solo così, ovvero residenziali, ma ovviamente ciò aumenterebbe il costo del Training e l’impegno organizzativo… insomma, probabilmente si farà quando ci saranno le condizioni adatte e negli altri casi no.

ALCUNE COSTANTI

Veniamo ora alle costanti che dopo 6 esperienze possono essere sintetizzate così:

  1. Stupore
  2. Sfuocatura
  3. Energia

Stupore

Le persone durante il iTraining si stupiscono di molte cose. Dei metodi utilizzati, di alcune idee che vengono proposte, di scoprire di sapere cose che non pensavano di sapere, di scoprire di poter fare cose che non pensavano di poter fare, ecc.. Ma soprattutto si stupiscono davvero tanto di incontrare un gruppo di persone che hanno tante cose in comune con loro pur proveniendo da luoghi diversi, ambiti professionali e percorsi di vita diversi.

Penso di poter dire che questo stupore nell’incontro sia una costante e sia quello di cui sentiamo parlare maggiormente dalle persone che fanno il training. A volte gli sguardi si riaccendono, la solitudine si spezza, qualcuno sembra davvero rinascere. Molto bello.

Sfuocatura

Molti si aspettano di finire il training con le idee chiare, ma non è così (lo sappiano i prossimi partecipanti). Scoprono quanto è vasta e articolata la proposta di questo movimento e capiscono che il training è solo l’inizio di un percorso che è tutto nelle loro mani. Qualcuno ne rimane entusiasta, qualcuno spaesato. In tanti dicono frasi tipo: “ora ho capito molto meglio tutto, ma non del tutto”.

In effetti credo che non ci sia una diversa strada, come diciamo spesso, molti aspetti di questo lavoro sono di tipo esperienziale, fino a che non si prova davvero è molto difficile capire bene cosa si sentirà e come sarà fare un certo tipo di attività assieme alle persone. Nel training facciamo piccoli esperimenti pratici, ma sappiamo che non possono riprodurre quello che succede nel lavoro in un gruppo reale formatosi in una comunità.

In merito a questo molti ci suggeriscono di fare un training più lungo, dando più tempo per sperimentare alcune tecniche e per provare certe dinamiche. Il problema è che già in questo modo per fare il training le persone devono impegnare 2 o 3 giorni e abbiamo il dubbio che rendere la cosa ancora più impegnativa potrebbe tagliare fuori molte persone. Vedremo… certamente per certi aspetti si possono pensare a momenti di completamento. Ad esempio in tanti ci hanno chiesto di rifare il training sul metodo Open Space, cosa che in effetti può essere organizzata.

Concludo citando la nota legge di Grossman a beneficio di chi si aspetta si possa uscire dai meandri del sistema della crescita con uno schiocco di dita: “I problemi più complessi hanno soluzioni semplici, facili da comprendere e sbagliate”.

Energia

La grandissima maggioranza dei partecipanti va a casa piena di energia, dice di essersi ricaricata di fiducia ed entusiasmo, di avere nuove idee e di aver voglia di sperimentare. Questo certo da energia anche a noi per continuare e ci fa pensare che questo lavoro sia davvero utile.

APPELLO

I partecipanti a questo Training vorrebbero molto entrare in contatto con quelli dei corsi precedenti. La cosa potrebbe già cominciare sui commenti a questo post se volete (alcune altre possibilità sono infernali sotto il profilo logistico e della privacy). Oppure qualcuno potrebbe aprire un gruppo Ning, Google, Facebook o un forum (o altro) riservato ai “reduci” dei tTraining… non so, pensateci e vedete come organizzare la cosa, se c’è energia, sapete che succederà quello che deve succedere.

GOSSIP

Chiudiamo con un po’ di pettegolezzo gustoso. Ve lo ricordate l’antropologo che a Monteveglio ha riempito quaderni di appunti mentre ci osservava dal suo trespolo? Beh, questa volta ha fatto il Training da partecipante (non mancando di farci morire dal ridere più volte perché è un personaggio unico). Non so come andrà a finire, ma sento che parleremo ancora di lui in futuro…

Grazie ancora a tutti i partecipanti, ancora una volta ne usciamo arricchiti, e ovviamente usate i commenti a questo post per annotare le vostre idee, saranno molto utili.

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15 Risposte to “tTraining 06: com’è andata”

  1. stefano peloso Says:

    Aderisco all’appello ! Ho fatto il training a gennaio e con il gruppo di “bolognesi” sono rimasto in contatto (per forza di cose) ma mi farebbe molto piacere continuare a condividere le esperienze sia con il resto del gruppo,sia con i nuovi gruppi di partecipanti ai vari Ttraining.
    E’ stata una esperienza così piacevole da farmi sentire un senso di affinità e di amicizia per tutte queste persone!
    un saluto a tutti
    Stefano Peloso

    P.S. Cristiano, tu naturalmente hai tutti gli indirizzi, se vuoi gira pure il mio al gruppo di Lucca. Saluti

  2. glaucodona Says:

    autorizzasi divulgazione agli altri reduci 🙂

  3. Tiziano Pucci Says:

    Sottoscrivo quanto scritto nel post…
    Il Ttraining è stato un’esperienza “detonante” stò ancora raccogliendo i pezzi saltellando quà e là!
    Mi sono sentito un’esploratore, che vagava da anni in mezzo alla boscaglia, senza sapere dove era diretto e che dopo tanta fatica da qualche tempo ha incominciato a vedere uno pò di luce. Questa esperienza mi ha permesso di focalizzare meglio, togliendo il riflesso e la paura di ciò che sarà perchè finalmente ho scoperto di far parte di una comunità, ora non rimane che conoscere gli altri membri.
    Grazie Ellen,
    Grazie Cristiano,
    esperienza straordinaria a presto Tiziano

  4. maria clotilde fiori Says:

    Ogni volta che mi ritrovo in gruppi di lavoro/amicizia come è stato il nostro , sento di vivere e … sento di vivere per qualcosa di importante .
    Non si finisce mai di scoprire e di imparare . Non si finisce mai di imparare a vivere .
    Grazie a tutti per il prezioso fine-settimana Maria Clotilde

  5. Deborah Says:

    Autorizzasi! in modo particolare se ci sono umbri o marchigiani, visto che io ho fatto il training a milano e anche se sento ancora il sostegno di tutti i miei co-trainati sono tanto lontaniiiii!!! 🙂

  6. Rinaldo Zorzi Says:

    Ciao a tutti,
    ringrazio Cristiano ed Hellen di questa apertura che presuppone la possibile creazione di una rete che va ad aggiungersi alle nostre personali reti, più o meno locali, intessendo una trama sempre più fitta dove conoscenze, buone pratiche, talenti personali e recupero dei saperi possono trovare un terreno di coltura fertilissimo e riprodursi in modo esponenziale
    Probabilmente tutti i TTraining sono diversi uno dall’altro, anche perchè nascono in realtà e da richieste diverse e questo porta ad un ulteriore arricchimento di “biodiversità”.
    Quello a cui ho partecipato, il T5 in Val Bisenzio è servito come catalizzatore per la nascita di una reale cooperazione tra associazioni locali, che credo permetterà di evitare dispersioni e di concentrare gli sforzi su obiettivi comuni, in piena autonomia ma con una forma di sinergia naturale, come è naturale che le acque delle vallate laterali confluiscano in un fiume a volte con portate alterne, a volte dei torrenti in piena, ma che insieme superano ogni ostacolo…

    Augurissimi per il prossimo TT che avrà un numero molto evocativo, essendo lo 007…
    Rinaldo

  7. massimogiorgini Says:

    Mi fa molto piacere essere in contatto con gli altri partecipanti ai TTraining.
    Sarà utile per condividere le iniziative presenti e future in giro per l’Italia.
    Chi si occupa di creare il “contenitore”?

  8. glaucodona Says:

    porc…. Massimo, non ti avevo detto che e’ cosi’ che mi sono trovato a fare il baby sitter a Monteveglio????

  9. Rinaldo Zorzi Says:

    nel mio precedente post mi sono un po’ lasciato prendere la mano, scusate la prolissità… in compenso ho dimenticato di dire esplicitamente che di certo dò la mia autorizzazione!

  10. Davide Zucchelli Says:

    Sono andato al training senza aspettative, di transizione ne avevo appena sentito parlare. Sono andato per vedere che persone partecipavano, che energie circolavano attorno e attraverso questo movimento. Confesso solo ora che pensavo che avrei capito, imparato come creare un gruppo guida, che avrei avuto indicazioni, “istruzioni” su come e cosa fare. Sono tornato pensando che è stata un’esperienza fantastica, molto felice di avere partecipato ma senza tutte quelle “istruzioni”. Infatti alla fine del training, nel proposito per il futuro avrei voluto tanto scrivere “creare un gruppo guida a Pianoro” ma poi ho pensato:”eh, no! Non so come fare, non me lo hanno “spiegato”. I primi due giorni successivi sono state montagne russe emozionali, su, giù, ovunque. Poi lucidità, ho contattato una persona che abita qui vicino che sapevo interessata, abbiamo parlato un pomeriggio, poi ne ho incontrate altre tre, anche loro interessate a creare un gruppo. Da oggi il mio comune ha un gruppo guida, di cui faccio parte e che ho contribuito a creare. Ci sono progetti, idee, è tutto molto reale, chiaro, fattibile. Per questo non me lo so spiegare, ma il training ha funzionato alla grande. L’esperienza ha insegnato più di quanto le “istruzioni” possano fare.
    Abbraccio tutti i partecipanti, Ma Clo e Tiziano in testa. Grazie, grazie, grazie a tutti.

    • Cristiano Says:

      Grande Davide, al momento non è molto importante che tu capisca come funziona, anche se funziona semplicemente in base a tutto quello che vi abbiamo raccontato e fatto provare durante il training. Come ho detto un po’ di sfuocatura all’inizio è normale, io ci ho messo mesi a capire perché Naresh e Sophy ci avevano fatto fare certe cose e come avrebbero potuto essermi utili.

      Vedrai che tra un po’ tutte le varie esperienze cominceranno a ricollegarsi e tutto sarà progressivamente più chiaro.
      Se posso dare un suggerimento, continuate con calma ad approfondire i vari aspetti: la permacultura di Holmgren, l’ecopsicologia, il pensiero sistemico, le dinamiche del cambiamento, ecc…

      È bello sapere che ora c’è anche Pianoro, evviva.

  11. Farsi coinvolgere « Reggio Emilia in Transizione Says:

    […] io che Paolo abbiamo fatto il Transition Training, io ho anche fatto l’Open Space Technology Training, perciò chiunque fosse interessato a far […]

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