Archivio per la categoria ‘Approfondimenti’

Scollocarsi ? Se ne parla nel Biellese …

22 maggio 2013

Avevo fatto girare il “diario di scollocamento” di Ivan Sirtori nel Google Group “Biellese in Transizione” e sono piovuti commenti a raffica (ben 44 !) – chi di profonda approvazione e chi di forte scetticismo. Ma non ha lasciato indifferenti. Ivan, direttore artistico dello Spazio Manabi (www.manabi.it) non va per il sottile, mosso da una profonda spinta interiore, ha iniziato a fare parecchie scelte radicali, dal “divorziare” dalla moglie (per stare insieme per scelta e amore), al chiudere partita iva fino a proclamare la sua sovranità individuale. Il tema è complesso e sentito, sappiamo tutti che l’attuale sistema è morente e disfunzionale, ma ne siamo comunque figli. Ha senso persistere nel cercare di modificarlo dall’interno oppure è veramente meglio dirgli addio e dedicare le proprie energie a costruire il nuovo ? Direi di aprirci a riflessioni e soprattutto esercitare le nostre scelte non spinti da rabbia e colpevolizzazione , ma da compassione e amore. Anche verso quanto ora davvero non funziona più e non riesce a dare le risposte necessarie alla crisi sistemica. Rendendo gratitudine per quello che comunque ci ha dato di positivo per voltarci finalmente verso nuovi orizzonti di rinascita … Se ne parla il 1° giugno in un evento organizzato da Biellese in Transizione.

Scollocarsi 1giu13

Impariamo a “facilitare”

20 maggio 2013

Lavoro

Negli ultimi tempi, molte persone impegnate nei Gruppi Guida hanno espresso la necessità di apprendere meglio i processi e le tecniche che aiutano la facilitazione. In effetti, mano a mano che la vostra iniziativa di Transizione cresce e trova il suo cammino, la capacità di usare il metodo giusto al momento giusto può fare una certa differenza, alleviare la fatica di tutti, produrre risultati migliori.

In certi casi basta l’istinto, ma altre volte sapere come relazionarsi con un certo gruppo o una certa situazione può renderci più sicuri e utili al gruppo stesso.

gerardo-de-luzemberger

Vi segnalo una possibilità sempre aperta di apprendimento, ovvero la Scuola Superiore di Facilitazione di Milano, condotta da Gerardo De Luzenberger (che è il maestro di molti di noi in questo campo – è quello che per primo ci ha spiegato cosa fosse l’Open Space Technology quando brancolavamo nel buio…).

Qui trovate il calendario delle attività della scuola, e Gerardo prevede sconti per i “transizionisti”, vista l’ormai lunga tradizione di collaborazione che abbiamo sviluppato. Se siete a caccia di crescita personale, approfittatene.

Energia fossile: picco nel 2020?

17 maggio 2013
Da: Fossil and Nuclear Fuels - the Supply Outlook

Da: Fossil and Nuclear Fuels – the Supply Outlook

Non avevo ancora trovato il tempo di dare uno sguardo a questo studio  dell’Energy Watch Group e il grafico qui sopra sintetizza bene il senso del messaggio. Secondo questa analisi

According to our study, coal and gas production will reach their respective production peaks around 2020. The combined peak of all fossil fuels will occur a few years earlier than the peaking of coal and gas and will almost coincide with the beginning decline of oil production.

Secondo il nostro studio, le produzioni di carbone e gas raggiungeranno i rispettivi picchi attorno al 2020. I picchi combinati dei carburanti fossili avverranno qualche anno prima del picco di carbone e gas e coincideranno con l’inizio del declino della produzione di petrolio.

Ulteriori conferme quindi dell’esigenza di una intensa, urgente ed estesa transizione energetica (che come sappiamo non si può fare se non si transiziona pure tutto il resto, ma vabbè…). Dell’idea che le nuove tecnologie di estrazione e le nuove scoperte di giacimenti possano cambiare lo scenario lo studio dice

Neither the hype about huge reserves in the Caspian Sea in the year 2000 (“…reserves could rival Saudi Arabia”), nor the deep sea discoveries in the Gulf of Mexico or West of Angola, nor tar sands in Alberta (see the cover story of the ExxonMobil publication “Oildorado” in 2003), nor last year the rush on shale gas developments in the USA or recent news of shale gas in Australia can do away the fact that the era of cheap and abundant fossil fuels is coming to an end. Rather, these new frontiers create more problems than being solutions to problems they promise to solve.

non lasciando quindi alcuno spazio all’argomento, i nostri tentativi di ritardare i cambiamenti necessari, invece che risolvere i problemi aumentano i danni e le conseguenze negative. Ma c’è anche lo spazio per un timido ottimismo, basato sull’idea che, a un certo punto, dovremo pur svegliarci dal nostro torpore:

But this is also a good message because climate change forces us to take action along the same lines, namely reducing the consumption of fossil fuels. Therefore, we must face these challenges and start in earnest to develop transition strategies towards a sustainable energy supply. The longer we try to delay that transition by pursuing dead end solutions which are aimed to prolong business as usual, the more we face the risk of falling off a cliff with severe disruptions in economy, politics and society.

E se vi ostinate a leggere questo blog non c’è dubbio che siate svegli o che, quanto meno, stiate cercando di svegliarvi. Beh.. si può fare gente, non c’è dubbio, e farlo, cambiare tutto, è pure divertente, riempie la testa di futuro, ricchezza, prospettive. Facciamolo, su su…

22 Maggio: Transition Talk a Milano

15 maggio 2013

Si torna a parlare di transizione a Milano. Evviva ! Vi aspettiamo numerosi alle 18.30 di mercoledì 22 maggio alla Scighera, Via Candiani 131. Sento che potrebbe essere il momento propizio per la nascita di un possibile CAT (Centro di Avviamento Temporaneo) nella metropoli Lombarda. Lasciamoci sorprendere comunque …

22 maggio transition town

398,35 pronti per il grande salto?

10 maggio 2013
Questo grafico pubblicato da Climate Nexus mostra quattro scenari legati all'aumento di CO2 nella nostra atmosfera.

Questo grafico pubblicato da Climate Nexus mostra quattro scenari legati all’aumento di CO2 nella nostra atmosfera.

Era il 1986, sembra un tempo ormai lontano, ed è stata l’ultima volta che la concentrazione di CO2 nell’atmosfera terreste è stata sotto il livello di guardia di 350 parti per milione (ppm). Sono passati 27 anni da quando, per l’ultima volta, abbiamo visto un mese in cui la temperatura fosse più fredda della media.

Ora si avvicina il momento storico in cui sfonderemo il muro delle 400 ppm, il “lieto” evento è previsto nel maggio di quest’anno. È un’altro di quei passaggi che potrete raccontare ai nipotini (beh… forse) dicendo: io c’ero. Quindi è mia premura avvertirvi per tempo, in modo che non ve lo perdiate (un po’ come si fa per le eclissi).

Ma dove si va dopo aver passato la soglia? Ci aiuta a capirlo il grafico qui sopra e alcuni specchietti diffusi da Climate Nexus, come sempre si ragiona per scenari (da 1 a 4) e si prova a capire che succede nei vari casi. Vediamo…

(continua…)

Uk dovrà zappare per mangiare

16 aprile 2013

A volte è interessante vedere cosa dicono i ministri negli altri Paesi europei. Quando lo racconto negli incontri non è semplice far capire quanto fatica faccia il nostro apparato culturale (parlo dell’Italia) a rimanere al passo con gli eventi.

Date allora un occhiata a questo articolo apparso oggi su The Telegraph e che riporta le dichiarazioni del ministro UK David Heath (il suo ministero è quello dell’Agricoltura e Alimentazione) in merito ai rischi alimentari che il paese corre nel prossimo futuro.

“We made a huge mistake a few years ago when the idea got around that we didn’t need to produce in the agricultural sector any more, that we would be able to buy our way through whatever was necessary to feed the country.

We need to be able to produce enough to deal with the requirements in this country. Food security is going to be an issue of increasing relevance.”

“Abbiamo fatto un errore enorme anni fa, quando abbiamo pensato di non aver più bisogno della produzione del settore agricolo e che saremmo stati in grado di comprare qualsiasi cosa fosse necessaria per nutrire il paese.

Dobbiamo essere in grado di produrre a sufficienza per soddisfare le esigenze di questo paese. La sicurezza alimentare diventerà un problema di crescente rilevanza.”

Ovviamente può fare una grande differenza il fatto di avere un governo che informa la nazione e dice le cose come stanno. Anche se va notato che poi lo stesso Heath ripone grandi fiducia nelle tecnologie OGM per la creazione di varietà a grande resa (magari non ci metterei tutte le uova in quella cesta).

In ogni caso stiamo parlando di un paese che si e ridotto a un livello di dipendenza dall’esterno davvero spaventosa. L’Italia non è a questo livello di disperazione, ma si muove spesso in direzioni pericolose e invece di conservare l’immenso capitale agricolo di cui ancora dispone lo distrugge o lo orienta in direzioni folli (mi spiegate cosa dovremmo fare con tutta questa vigna che abbiamo messo ovunque?)

Spesso negli ambienti della Transizione si trova un atteggiamento un po’ ossessivo nei riguardi del cibo, degli orti, dell’agricoltura, ma le ragioni sono sempre più evidenti, le minacce sempre più presenti. Continuiamo quindi a riprogettare i nostri territori, preoccupiamoci degli aspetti di adattamento climatico e della grande rete di relazioni sociali che la produzione del cibo deve saper innescare.

Facciamo esperienza, perché via via che le istituzioni si risvegliano avranno tanto, tanto bisogno di aiuto e non sapranno che direzione prendere.

Il treno della transizione ad Ariccia (Roma)

6 aprile 2013

Concluso il secondo Transition Training nel centro Italia, 30 persone provenienti dal Lazio, circa la metà, e da altre parti d’Italia per apprendere gli strumenti per sostenere il percorso di transizione nel proprio territorio. Il corso è ospitato da Ariccia in transizione, uno dei gruppi di base del Transition network. Il corso è condotto da un gruppo di facilitatori di Transition Italia. Sono stati due giorni intensi di lavoro ma molto piacevoli, tra persone molto positive impegnate nel proprio territorio e nella propria vita a promuovere la transizione verso un mondo più ecologico e solidale.

La prima giornata di lavoro è stata dedicata ai principi della transizione e ad alcuni strumenti di lavoro di gruppo. Il secondo giorno invece è servito ad andare più in profondità iniziando un percorso di transizione interiore.

Un workshop di due giorni per introdurre il modello della transizione come risposta da parte della comunità locale alle sfide della crisi del sistema. Permacultura, monete alternative, decrescita energetica e fonti rinnovabili non sono i soli strumenti di cui abbiamo bisogno per affrontare i problemi epocali che si affacciano all’orizzonte. Dobbiamo soprattutto imparare a lavorare in gruppo, usare l’intelligenza e la creatività collettiva per realizzare nuovi modi di vivere senza consumare le risorse del pianeta e per vivere una vita degna di essere vissuta, sicuramente più solidale e tranquilla.

Foto seria!!!!

E molto meno seria!!!!!!!!!!

Twitter libro in Transizione

1 aprile 2013

Oggi Rob Hopkins ha annunciato sul suo blog Transition Culture che è di prossima pubblicazione un nuovo libro sulla Transizione, il titolo sarà “The Power Of Just Doing Stuff” traducibile in “Il Semplice Potere del Fare”.

La novità, attenzione, è che sarà pubblicato interamente su Twitter. Questo è causato dalla crisi che attanaglia tutti comprese le case editrici. Green Books, editore del libro di Rob, vuole tentare questa strada pur riconoscendo le ovvie criticità ma anche le opportunità che Twitter offre come la maggiore viralità nella diffusione e andare incontro alla sempre minore capacità di concentrazione di chi naviga (si parla di pochissimi secondi).

A partire da oggi potete ricercare l’hashtag #pojds su Twitter e piano piano fare vostre le idee della Transizione come l’irrigazione goccia a goccia disseta le piante.

Il progetto pare stia ricevendo qualche disappunto da parte di chi teme per la lunghezza (il libro è composto da 183,056 caratteri da suddividere in tweet che contengono 160 caratteri massimo compreso l’hashtag #pojds, vogliono dire circa 3 anni e mezzo per la completa publicazione) o non è iscritto a Twitter (più facilmente risolvibile). Molto apprezzamento invece da parte dei traduttori che potranno diluire il loro lavoro nel tempo e da parte dei grandi utilizzatori di twitter che avranno materiale da diffondere per lungo tempo.

Non resta che augurare un buona pesca nel mare di cinguettii ;-)

È nata Arvaia

22 marzo 2013

Il modello CSA (Community Supported Agricolture), ovvero quello di imprese agricole supportate in modo diretto da una comunità di fruitori dei prodotti è uno dei più interessanti per attuare percorsi di transizione dell’agricoltura.

Vi segnalo quindi l’esperimento di Arvaia, appena nata a Bologna e che prova ad attuare questo tipo di schema in forma di cooperativa. Sarà molto interessante seguirne l’evoluzione.

Orti e scuola sottotitolati

15 marzo 2013

Grazie al solito instancabile Rupo ecco a voi le versioni sottotitolate dei filmati di Ron Finley, sugli orti urbani di LA e di Sugata Mitra con le sue riflessioni sulla scuola. E ora anche i non angloabili saranno felici.

Ringraziamo Max (che per i non intimi del blog sarebbe poi sempre Rupo).


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