Tifone Haiyan. Lettera aperta a Naderev Saño

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Da “Transition Culture”. Traduzione di MR

Naderev Saño è a capo della delegazione filippina alla conferenza dell’ONU sul clima e ha fatto un discorso emozionante ai negoziati sul clima COP 19, che sono attualmente in corso a Varsavia, ed è attualmente in sciopero della fame fino alla fine dei negoziati. 

Caro Naderev,
Scrivo questa lettera con profonda ammirazione per le tue parole e azioni recenti. La serie di immagini che catturano la vera natura dell’inferno che stiamo scatenando attraverso la nostra inabilità globale di fare qualcosa per il cambiamento climatico, cresce di giorno in giorno. Di recente sono state le foto scattate dalla famiglia australiana sorpresa nel bel mezzo di un’enorme incendio boschivo che si è dovuta rifugiare in un fiume. Sabato, mentre la notizia che l’impatto del Tifone Haiyan si stava scatenando sulla tua nazione stava cominciando a trapelare, una foto della Terra scattata dallo spazio, che si trovava sulla prima pagina di uno dei giornali presenti nel mio negozio di quartiere, ha attirato la mia attenzione:

Sono rimasto immobile a guardarla nel negozio per qualche tempo. Ecco l’enormità, la forza, la scala di come si presenta il cambiamento climatico. Di ciò che abbiamo scatenato. Di come sarà il nostro futuro. Haiyan è stato il più grande e più potente tifone che abbia mai colpito la terraferma. Le immagini dallo spazio però possono essere in qualche modo astratte. C’è gente lì in mezzo. Milioni. Milioni di persone, sulla strada di venti a 195 miglia all’ora. Persone che conosci. Io non riesco nemmeno a immaginare cosa significhi un vento a 195 miglia all’ora. Prego di non impararlo mai e mi si spezza il cuore per coloro che non hanno scelta se non quella di cercare un qualsiasi rifugio possano trovare in quel maelstrom, nell’occhio di una tale selvaggia ferocia.Poi, mentre arrivavano le notizie, il pedaggio di morte è salito da 25 a 10.000 e potrebbe ancora salire. Le immagini nei notiziari erano incredibili. Come ha detto un giornalista della BBC, il modo migliore per immaginare tutto questo era pensare come se fosse esplosa una bomba atomica. La dimensione della sofferenza è semplicemente spaventosa. Prego che tu abbia già ricevuto notizie dai tuoi familiari e che siano tutti in salvo.

Nel tuo discorso hai fermamente collegato ciò che sta passando la tua nazione al cambiamento climatico. Hai detto:

La scienza ce lo dice in modo semplice, cambiamento climatico significa tempeste tropicali più intense. Mentre la Terra si riscalda, vi sono compresi anche gli oceani. L’energia immagazzinata nelle acque al largo delle Filippine aumenterà l’intensità dei tifoni e la tendenza che vediamo oggi è che le tempeste più distruttive saranno la nuova normalità”.

Molti climatologi ora stanno facendo questo collegamento, sostenendo che un mondo più caldo sarà un mondo di tempeste più intense, che Haiyan non sarà l’ultimo “Super Tornado” di questo genere. Ammiro la tua decisione di continuare col tuo sciopero della fame fino alla fine dei negoziati del COP 19. Onoro la tua onestà, la tua buona volontà ad aprire il tuo cuore e parlare con passione e condividere le tue lacrime con noi. Grazie. Hai parlato di quello che pensi debba accadere adesso:

Ci serve un percorso di emergenza per il clima. Ci appelliamo a Varsavia perché prosegua i lavori finché non sia in vista il risultato più significativo. Finché non si siano presi degli impegni concreti per assicurare la mobilitazione di risorse per il Green Climate Fund. Finché la promessa della creazione di un meccanismo di perdita e danno non sia stata realizzata; finché non ci sia un’assicurazione sul finanziamento dell’adattamento; finché non si siano intrapresi dei percorsi concreti per raggiungere i 100 miliardi di dollari promessi; finché non vediamo una vera ambizione a stabilizzare i gas serra. Dobbiamo mettere i soldi dove sono le nostre bocche”.

Condivido la tua forte frustrazione e disperazione crescente per l’incapacità della comunità globale di trovare una strada per una soluzione a questa crisi, di superare l’intensa azione di lobby e l’influenza delle aziende di combustibili fossili e di altri. Io spero davvero tanto che la tua azione e, forse, la sofferenza della tua gente fornirà l’impeto che una tale soluzione richiede. L’abbiamo aspettato abbastanza. Hai anche detto:

… questi ultimi due giorni, ci sono momenti in cui sento che dovrei manifestare insieme ai sostenitori del clima che affrontano pacificamente coloro che sono storicamente responsabili per lo stato attuale del clima, queste persone altruiste che lottano contro il carbone, si espongono a temperature polari o bloccano oleodotti. Infatti, stiamo assistendo ad un aumento della frustrazione e quindi a una maggiore disobbedienza civile. Le prossime due settimane, queste persone e molti altri nel mondo che ci fanno da coscienza, ci ricorderanno ancora questa enorme responsabilità. Ai giovani che qui ci ricordano costantemente che il loro futuro è in pericolo, agli eroi del clima che rischiano la propria vita, la propria reputazione e le libertà personali per fermare le perforazioni nelle regioni polari e a quelle comunità che si ribellano alle fonti di energia insostenibili e distruttive per il clima, noi siamo con loro”.

Voglio che tu sappia che insieme agli attivisti coraggiosi e altruisti ai quali parli, coloro che ingegnosamente e spesso con un grande rischio personale prendono posizione contro il continuo sfruttamento in espansione dei combustibili fossili, ci sono coloro che stanno applicando una passione, dedizione e impegno analoghi per creare il tipo di mondo che abbiamo bisogno di vedere. Essi stanno mettendo un grosso “Sì” insieme al grande “No”. Ci servono entrambi.

Voglio che tu sappia che coloro di noi che sono coinvolti nel movimento di Transizione, migliaia di comunità in 44 paesi (tra i quali di recente emergono le Filippine), sono solidali con voi oggi. La Transizione è solo una manifestazione di questo però, ce ne sono molte, che si identifichino come tali o meno. Hai parlato di “quelle comunità che si ribellano alle fonti di energia insostenibili e distruttive per il clima”; be’, noi rappresentiamo solo una delle molte reti di comunità che non fanno solo questo, ma lavorano come comunità per installare fonti di energia sostenibili e che proteggono il clima così come una grande gamma di altre soluzioni. Mentre c’è molto che possiamo fare dal di fuori delle Filippine per mandare aiuto, come stanno facendo in molti, stiamo anche lavorando, per il lungo periodo, per ridurre le nostre emissioni di carbonio, cambiando la storia del futuro che vogliamo vedere, dando l’esempio che i nostri governi mancano di dare.

Voglio che tu sappia che nel mondo, le comunità stanno creando aziende energetiche comunitarie, stiamo eliminando gli spifferi nelle nostre case, invitando i nostri vicini ad unirsi e sostenersi a vicenda per ridurre le emissioni di carbonio, a investire in rinnovabili di proprietà della comunità. Stiamo ripensando il nostro sistema alimentare locale, avviando nuove fattorie, lavorando meglio con quelle già esistenti, assicurandoci che il cibo locale vada avanti utilizzando il cibo che andrebbe altrimenti sprecato. Stiamo diventando sviluppatori per modellare ciò che potrebbe essere veramente uno sviluppo rigenerativo, guidato dalla gente e positivo dal punto di vista delle emissioni di carbonio.

Stiamo mostrando che le nuove monete locali e regionali sostengono la consuetudine ad un commercio a più basso tenore di carbonio, più locale e che lavora su scala. Stiamo mostrando il caso economico di come le economie più locali e resilienti possano essere più economicamente vibranti dell’approccio attuale. Stiamo dimostrando che le economie a più basso tasso di carbonio possono essere più divertenti, più connesse, più intraprendenti. Stanno accadendo molte cose che è difficile tenere il passo. E’ il tipo di cose che non catturano spesso i titoli dei giornali nel modo in cui lo fanno le campagne più accusatorie, ma contano allo stesso modo.

Voglio che tu sappia che siamo solidali con la gente delle Filippine e con la loro sofferenza. Voglio che tu sappia che anche se sembra come se in nostri leader siano passati direttamente dal sostenere che il cambiamento climatico non sia poi un gran problema a sostenere che è troppo tardi per fare qualsiasi cosa, noi non lo abbiamo fatto. Abbiamo dedicato le nostre vite a questo. Facciamo questo a fronte di media che danno messaggi ambigui – un momento il cambiamento climatico è un’enorme crisi e quello successivo potrebbe non esserlo, che dobbiamo consumare di più nell’interesse dell’economia.

Sappiamo anche che quello che facciamo non è sufficiente. Dobbiamo giocare al rialzo. Dobbiamo vedere la nostra azione come iniziative di Transizione ovunque ci troviamo, per solidarietà col popolo delle Filippine e tutte le altre comunità nel mondo per le quali il cambiamento climatico non è un’astrazione, ma è nelle realtà degli eventi atmosferici estremi, nei raccolti mancati, nelle case che sprofondano nel permafrost e così via. Si dice spesso che “un altro mondo è possibile”. Mentre i processi politici come il COP possono ancora produrre i cambiamenti di cui abbiamo disperatamente bisogno, milioni di persone non stanno aspettando, ma stanno andando avanti nel modellare questo mondo nella pratica e fare ogni giorno di più in solidarietà con te e il tuo popolo.

Grazie per la tua lucidità e il tuo coraggio.

Rob Hopkins, Transition Network.

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Una Risposta to “Tifone Haiyan. Lettera aperta a Naderev Saño”

  1. Tifone Haiyan. Lettera aperta di Rob Hopkins a Naderev Saño | BIT Budrio in Transizione Says:

    […] “Haiyan è stato il più grande e più potente tifone che abbia mai colpito la terraferma. Le immagini dallo spazio però possono essere in qualche modo astratte. C’è gente lì in mezzo. Milioni. Milioni di persone, sulla strada di venti a 195 miglia all’ora. Persone che conosci. Io non riesco nemmeno a immaginare cosa significhi un vento a 195 miglia all’ora. Prego di non impararlo mai e mi si spezza il cuore per coloro che non hanno scelta se non quella di cercare un qualsiasi rifugio possano trovare in quel maelstrom, nell’occhio di una tale selvaggia ferocia” … ecco una parte del testo della lettera aperta che Rob Hopkins ha scritto a Naderev Saño, delegato filippino al COP19 in Polonia. Vai all’articolo su Transition Italia …. […]

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